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Cronaca - Così il sindaco di Canino Pucci durante l'incontro in prefettura - Cittadinanza attiva: "Rifiuto illazioni di intransigenza e rifiuto nei confronti degli stranieri”

“Centro accoglienza, avrei preferito essere informato prima”

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Viterbo - La prefettura

Viterbo – La prefettura

Viterbo – Il Comitato cittadinanza attiva di Canino è stato ricevuto dal vice prefetto.

L’incontro si è svolto il 21 maggio alle 12, quando una delegazione del comitato ha parlato con il vice prefetto Tarricone circa il centro di accoglienza per gli immigrati.

Presenti anche il sindaco di Canino Pucci e il vice sindaco Cesetti.

“Durante il suo intervento – spiega in una nota il comitato Cittadinanza attiva – il sindaco Pucci ha manifestato la sua comprensione nei confronti del dramma umanitario, ma ha ribadito con forza e con determinazione che la situazione del territorio è veramente molto complessa per l’alta percentuale di stranieri già presenti in paese.

Dichiara inoltre al vice prefetto – si legge ancora nella nota – che una notizia così importante e che avrebbe preferito essere informato prima sull’apertura del centro di accoglienza nel territorio da lui amministrato, perché l’assenza di preventiva informazione, ha contribuito alla nascita di un clima di tensione e di diffidenza, anche nei confronti della sua persona”.

Il comitato durante l’incontro ha anche parlato di integrazione e accoglienza.

“Il comitato – scrivono nella nota – rifiuta quindi le illazioni che vogliono collocarlo in una posizione di intransigenza e di rifiuto nei confronti degli stranieri”.

Tra i punti trattati durante l’incontro la salute e la sicurezza pubblica.

“I rappresentanti del comitato – si legge nella nota – chiedono che si vigili, da parte della prefettura e degli amministratori di competenza, affinché vengano rispettate le indicazioni presenti nella convenzione, a tutela della salute psicofisica e del benessere degli ospiti. Vogliamo che l’accoglienza non si traduca in un business e a farne le spese siano ancora una volta i più deboli. Si chiede, inoltre, se le figure professionali del mediatore culturale e dello psicologo siano registrati nei rispettivi albi professionali e se le ore di intervento stabilite, siano effettivamente al servizio degli ospiti.

Il vice prefetto – spiega il comitato – chiarisce che tutte le strutture della provincia si sono messe a disposizione dell’accoglienza in modo volontario.

Alla domanda relativa all’apertura di nuove strutture sul territorio del nostro comune, il vice prefetto smentisce categoricamente la possibilità che ciò avvenga a breve. Ribadisce che la politica della prefettura di Viterbo è legata alla logica “non accumulativa” che prevede un’equa distribuzione degli ospiti su tutto il territorio provinciale.

Qualora il trend delle presenze fosse destinato a crescere, come da previsioni nazionali, si tenderà a non effettuare la requisizione delle strutture, ma a tener conto dell’offerta spontanea da parte delle strutture disponibili”.

 


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23 maggio, 2015

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