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Politica - De Nardo (Sel) e risponde all'intervento di Marco Faregna

“Più che di harakiri forse si dovrebbe parlare di coerenza”

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Valerio De Nardo

Valerio De Nardo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, è giornalisticamente interessante il fatto che Sel Viterbo non venga molto “attenzionata” nel corso di due anni di responsabile sostegno dell’amministrazione comunale di VIterbo, mentre venga addirittura gratificata di certa evidenza e di commenti redazionali intorno al “riceviamo e pubblichiamo” di un ringraziamento a Raffaella Valeri dopo la rottura con la giunta Michelini.

Ma ho frequentato abbastanza le redazioni per sapere che la notizia è l’uomo che morde il cane, non l’inverso.

Ho letto poi le considerazioni di Marco Faregna, alle quali avete dato giusto rilievo, provenendo da una persona che ha esperienza e capacità di comprensione raffinata delle dinamiche politiche.

Permettimi però di fare due brevi considerazioni sull’harakiri cui Sinistra ecologia libertà si sarebbe secondo lui votata, poiché esse traducono una differenza tra renzismo e critica da sinistra del renzismo, che dobbiamo a mio parere tenere bene in considerazione.

Prima: Marco Faregna sostiene che l’amico Paolo Moricoli non avrebbe votato per la lista “Ricominciamo a fare politica da sinistra” alle elezioni provinciali in quanto “a suo modo di vedere, e come si è puntualmente verificato, non avrebbe prodotto l’elezione di un consigliere di Sel”: ma non si può dimostrare un effetto se non se ne ha la controprova (ciò che è una caratteristica peculiare della narrazione del presidente del consiglio).

E’ probabile, infatti, che il voto di Moricoli e l’effetto che il suo orientamento avrebbe determinato in alcuni consiglieri di altri comuni che abitano territori contigui tra Pd e Sel avrebbe prodotto l’elezione di un consigliere di quella lista.

Una lista che si differenziava dalle altre per precise scelte programmatiche. Ne ricordo una su tutte: la contrarietà alla realizzazione dell’autostrada tirrenica, di cui il presidente della Provincia eletto, Mauro Mazzola, è un fervido sostenitore.

Paolo Moricoli, una vita passata da ecologista, ha scelto di sostenere quelle scelte politiche. Della sua buona fede non dubito, ma in questo caso essa si è accompagnata ad una buona dose di ingenuità , che lo hanno condotto per finire ad essere incasellato nella migliore tradizione andreottiana del nostro territorio.

Seconda considerazione: la politica non è fatta necessariamente di vittorie. Renzi sta conducendo la campagna elettorale per le elezioni regionali in Liguria sostenendo che la lista di sinistra guidata da Luca Pastorino e sostenuta da Sel, Pippo Civati e Sergio Cofferrati non può vincere, mentre può far perdere la candidata del Pd.

E allora? Le elezioni non si fanno solo per far prevalere un candidato sull’altro, ma soprattutto per rappresentare una visione della realtà, per sostenere delle scelte programmatiche alternative, per spostare un quadro delle alleanze ed anche perché ci sono candidati potenzialmente vincenti ma pure inadeguati.

So che la semplificazione del quadro politico piace tanto a coloro i quali hanno eliminato l’elezione diretta nelle province e si apprestano a farlo per il Senato e gradirebbero un sindacato unico, magari dal colorito giallognolo.

Ma i fatti sono spesso più tenaci delle speranze. A sinistra del Pd non c’è solo Sel, la quale ha nel proprio dna la sua scomparsa per favorire l’aggregazione di uno schieramento più ampio.

Esistono altre esperienze che non hanno alcuna intenzione di salire sui carri dei vari vincitori, ma vogliono far vincere una diversa prospettiva, se pur sempre di sinistra di governo: quella di chi guarda al mondo con gli occhi della precarietà, della difficoltà, di valori che valgono più dei voti.

Allora più che di harakiri forse si dovrebbe parlare di coerenza rispetto ad un progetto che non vive del fiato corto delle prossime elezioni, quali che siano, ma vive dei pensieri lunghi di cui ci parlava Enrico Berlinguer.

Valerio De Nardo


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25 maggio, 2015

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