Viterbo – La crisi economica amplia il gap tra ricchi e poveri. A riferirlo è l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), comunicando che in Italia il 20% dei più ricchi detiene il 61,6% della ricchezza totale.
Una ricchezza nazionale che, secondo l’organizzazione parigina, è distribuita in modo troppo disomogeneo e con una concentrazione marcata verso l’alto. Oltre al già citato 20% dei più ricchi infatti, c’è un altro 20% che detiene una cifra poco superiore al 20% della ricchezza totale, mentre il restante 60% che si deve accontentare del 17,4% della patrimonio nazionale.
Un dato allarmante, che preoccupa soprattutto se unito al tasso di povertà delle famiglie italiane: i lavoratori non standard (autonomi, precari e part time) che gravano in posizione di povertà sono il 26,6% del totale, mentre quelli standard sono il 5,4%. Senza poi contare i disoccupati. Se a tutto questo si aggiunge la sempre più grande difficoltà a passare da un’occupazione precaria a una fissa si ottiene il quadro generale definitivo, che è incredibilmente grave e complesso.
Nonostante le criticità rilevate dall’Ocse, l’Italia è il paese con la minor percentuale di famiglie indebitate (25,2%) davanti a Slovacchia (26,8%), Austria (35,6%) e Grecia (36,6%), e ben lontana dai livelli delle altre due grandi economie dell’eurozona, Francia (46,8%) e Germania (47,4%).
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY