Viterbo – “Un maestro di cultura, umanità e vita”.
Il liceo Santa Rosa ricorda il professore e giornalista Alessandro Vismara. L’occasione è stata data dalla cerimonia di premiazione del concorso a lui dedicato (fotocronaca – slide).
La competizione letteraria, oltre a ricordare e a far conoscere una delle figure più rappresentative della vita culturale della città, ha stimolato la crescita formativa dei ragazzi, garantendo loro il giusto riconoscimento al merito.
Il concorso, fortemente voluto dai familiari del noto giornalista e scrittore viterbese, è stato organizzato dal liceo Santa Rosa di cui Vismara è stato docente e vicepreside.
La commissione, presieduta dalla dirigente Maria Teresa Maffucci, ha proposto agli studenti l’elaborazione di un articolo giornalistico sul tema degli sbarchi a Lampedusa.
“I ragazzi – ha sottolineato Maffucci – hanno dimostrato di avere un occhio attento e sensibile anche alle problematiche sociali”.
Il primo premio è stato assegnato a Lorenzo Fortugno. Lo studente si è aggiudicato un assegno dal valore di 500 euro.
Sono risultate vincitrici anche Giulia Orlandelli e Valentina Conticchio, rispettivamente seconda e terza classificata.
La premiazione si è svolta nell’aula magna dell’istituto, alla presenza del figlio Massimiliano e dei familiari del professor Vismara.
Tanti i presenti: studenti, insegnanti, genitori degli alunni vincitori e colleghi di Vismara. Con loro, anche il senatore Ugo Sposetti e l’ex parlamentare Quarto Trabacchini.
Sentito e commosso l’intervento del professor Paolo Giannini, collega e amico di Vismara.
“In lui ho visto un maestro di cultura, umanità e vita – ha ricordato Giannini -. Oltre ad essere un punto di riferimento per quanti lo hanno conosciuto, ha ispirato profondamente anche il mio percorso professionale e umano”.
Durante la cerimonia è stato ricordato anche Bruno Barbini, docente dell’istituto recentemente scomparso. Per più di un ventennio ha avuto il compito di presiedere la commissione del concorso.
“Barbini fu collega e carissimo amico di Vismara – ha detto Giannini -. Le loro vite sembrano essere andate di pari passo, quasi come fossero state anime gemelle. Ricordarli è dare loro il giusto riconoscimento”.
Attraverso gli scritti e gli articoli di Vismara, è stato rivolto un omaggio anche ai caduti della Resistenza, in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione.
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