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Corchiano - Domenica 24 maggio il raduno alla stazione di Borghetto

La marcia delle buone pratiche pronta a muovere i primi passi

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Il parcheggio della stazione Borghetto a Civita Castellana

Il parcheggio della stazione Borghetto a Civita Castellana 

Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica mattina l’area antistante la stazione ferroviaria di Borghetto di Civita Castellana diventerà il luogo di raccolta di quanti, cittadini, comitati, associazioni e Comuni, parteciperanno alla prima marcia per le buone pratiche.

Organizzata e promossa in particolare dal comitato locale Tevere Falisco, la Marcia, che si concluderà nelle campagne di Lucciano, terra di lavoro e di produzioni di alta qualità, messa più volte a repentaglio da progetti di discariche.

Sarà una grande occasione di informazione, sensibilizzazione e confronto sui temi della tutela del territorio e delle sue bellezze naturali e culturali, dell’ambiente, delle acque e delle produzioni agricole di qualità. Inoltre, come peraltro emerso ieri pomeriggio a Corchiano durante un incontro pubblico fra amministratori e cittadini, rappresenterà il momento in cui dovrà risuonare forte la proposta di un territorio, fatto di comunità protagoniste e abitato da cittadini consapevoli, che, attraverso le buone pratiche ambientali e sociali, vuole farsi modello di sviluppo sostenibile.

Un modello basato sull’uso razionale delle risorse, sulla cosiddetta economia circolare e sui principi della salute, dell’ecologia, dell’equità e della cura. Un appuntamento che servirà anche a prevenire e arginare comportamenti poco chiari e interessi illegittimi. Insomma, servirà a fermare “la terra dei fuochi”, che, giorno dopo giorno, avanza per la necessità di trovare nuovi spazi dove sversare sostanze tossiche e nocive. Pertanto, importanti testimonianze arriveranno proprio dalle terre martoriate della Campania. Saranno quelle di Maria ed Emiliano Liguori, rispettivamente moglie e figlio del compianto vigile di Acerra Michele, servitore delle comunità e tutore dei beni comuni, e quella di Antonio Picascia, un imprenditore della provincia di Caserta che, nonostante la latitanza di alcune istituzioni locali, si oppone alla protervia e alle intimidazioni delle mafie.

Promossa da Comitato di Valorizzazione dell’area “Tevere Falisco”

Condivisa e partecipata da Aiab Lazio, Amici del Treia, Arci comitato provinciale di Viterbo, Arci tour, associazione Argilla, Asud, Aucs onlus, Biodistretto della via Amerina e delle Forre, Il Castello di Borghetto associazione, Centro polivalente di Borghetto, Magliano Romano No Discarica, Sentieri Falisci.


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22 maggio, 2015

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