Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – L’essere presidio attivo del territorio che opera e non delega, l’essere responsabile protagonista del futuro che agisce e non subisce si declina con la promozione di quelle buone pratiche che migliorano la qualità della vita e tutelano i beni comuni.
E’ con la buona pratica che governi locali e cittadini riescono a trasformare uno slogan in azione concreta, è attraverso la prassi quotidiana che l’enunciazione si trasforma in fatto reale migliorando le comunità e la vita dei cittadini.
La raccolta differenziata dei rifiuti che riduce l’inquinamento attraverso il recupero e il riutilizzo, il consumo di cibo di qualità di cui si conosce provenienza e modalità di produzione, la difesa dell’acqua dalla mercificazione e dall’inquinamento, la mobilità sostenibile, la tutela del paesaggio e delle vocazioni naturali dei territori, le relazioni tra abitanti e luogo capaci di restituire territori integri alle future generazioni, rappresentano solo alcuni esempi di come sia possibile attraverso una coerente azione quotidiana promuovere e garantire lavoro, diritto e futuro.
Consapevolezza, partecipazione e promozione di nuovi stili di vita sono gli strumenti con i quali ogni cittadino si riappropria del presente e progetta il futuro in un sano rapporto con la terra che abita.
La bellezza, la salute, i diritti e il lavoro dipendono da ognuno di noi e ogni scelta quotidiana li può promuovere, ogni acquisto consapevole li può affermare e ogni gesto quotidiano li può garantire.
La marcia Borghetto-Lucciano per le buone pratiche di domenica 24 maggio rappresenta la prosecuzione di un cammino individuale che in un breve spazio ridiventa collettivo e ribadisce giustizia, legalità e diritti. Diritto a vivere in luoghi sani, a coltivare la terra e produrre alimenti di qualità, a bere acqua buona e respirare aria pulita impedendo agli interessi di pochi di trasformare la nostra buona terra in terra di fuochi.
Sono 700 le cave abbandonate del Viterbese, rappresentano una bomba ecologica, in queste profonde cavità le falde acquifere profonde sono state superficializzate o scoperte e senza alcuna protezione hanno ormai estrema vulnerabilità. E’ diventata priorità fermare ogni possibile loro uso come discariche o per smaltire terre provenienti da altri luoghi perché avvelenare quelle falde significherebbe privare perennemente di acqua buona intere comunità.
Un rischio troppo grande di cui essere consapevoli. Un assunzione di responsabilità per presidiare con tenacia perché l’indifferenza è complicità. Terra dei fuochi docet
Bengasi Battisti
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