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Viterbo - E' l'obiettivo del protocollo siglato tra Asl e le quattro associazioni di volontariato Arvas, Cavalieri del soccorso, Croce rossa e Unitalsi

“Migliorare il servizio di accoglienza al pronto soccorso”

di Elisa Cappelli
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Viterbo - Presentazione protocollo d'intesa tra Asl e associazioni di volontariato

Viterbo – Presentazione protocollo d’intesa tra Asl e associazioni di volontariato

Viterbo - Presentazione protocollo d'intesa tra Asl e associazioni di volontariato - Rossetti, Gasbarri, Grazini

Viterbo – Presentazione protocollo d’intesa tra Asl e associazioni di volontariato – Rossetti, Gasbarri, Grazini

Viterbo - Presentazione protocollo d'intesa tra Asl e associazioni di volontariato - Tonetti, Paoletti, Brama

Viterbo – Presentazione protocollo d’intesa tra Asl e associazioni di volontariato – Donetti, Paoletti, Brama

Marco Ciorba

Marco Ciorba

Viterbo – Migliorare la qualità del servizio di accoglienza e orientamento al pronto soccorso di Belcolle.

E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dalla Asl di Viterbo e quattro associazioni di volontariato che è stato siglato il 7 aprile.

Le associazioni protagoniste del progetto sono l’Arvas, i Cavalieri del soccorso, la Croce rossa e l’Unitalsi.

A presentare il progetto il consigliere comunale delegato al volontariato Marco Ciorba, la direttrice amministrativa della Asl Daniela Donetti, il direttore del Dipartimento di emergenza e accettazione Alberico Paoletti, il direttore del pronto soccorso Paolo Brama, Giuseppe Rossetti dell’Arvas, Enrico Corsini dei Cavalieri del soccorso, Maria Teresa Gasbarri della Croce rossa e Roberto Grazini dell’Unitalsi.

“Abbiamo pensato – spiega Donetti – alla compartecipazione al progetto aziendale con le associazioni perché sono una parte integrante dell’assistenza per i cittadini. E’ un protocollo competente nel rispetto delle competenze e c’è una perfetta integrazione. La Asl in questo modo cerca di cambiare il suo linguaggio perchè, come tecnici, usiamo un linguaggio difficile. E le associazioni sono un fantastico decodificatore.

La sostenibilità economica della sanità – sottolinea – si ottiene solo con prestazioni sanitarie di qualità. E questo non si può fare senza l’ascolto”.

Un gruppo di volontari ogni giorno, compresi il sabato e la domenica, dale 8 alle 20 affianca il personale del pronto soccorso, con la presenza di 4 persone per ogni turno di servizio. Il servizio è già operativo dal 15 aprile.

La programmazione mensile è concordata con il coordinatore infermieristico dell’unità operativa.

“E’ importante il come va fatto il volontariato – afferma Paoletti -. L’obiettivo del progetto è migliorare l’assistenza. Perché c’è bisogno di umanizzazione dell’assistenza. Il volontariato è fondamentale e essenziale”.

I volontari penseranno, quindi, all’orientamento degli assistiti e dei familiari, dando loro compagnia e conforto.

“Il pronto soccorso – spiega Brama – si trova in un momento difficile a causa, ad esempio, della carenza dei posti letto. Nelle sale c’è tanta gente in attesa e il volontario riesce, con una carezza o una parola, a fare tanto”.

Tra i volontari anche l’Arvas, associazione a carattere regionale, che da 30 anni opera in corsia a Belcolle.

“Operiamo da tanti anni a Belcolle – spiega Giuseppe Rossetti – ma il personale, a causa dell’età, è in diminuzione e non è facile trovare nuove persone. Siamo contenti di intervenire anche al pronto soccorso oltre che in corsia”.

Sottolinea quanto sia importante l’umanizzazione anche la presidente della croce rossa di Viterbo, Maria Teresa Gasbarri.

“L’umanità – afferma – è uno dei nostri 7 principi, è la nostra prerogativa. All’assistenza sanitaria mancava un tassello: il rapporto con i parenti e con le persone che sono là fuori e aspettano. Con questo progetto le associazioni lavorano in sinergia e possono fare tanto. E per dimostrare che siamo uniti senza dare più importanza all’una o all’altra associazione abbiamo pensato di indossare semplicemente un camice bianco e un braccialetto con scritto “volontario” per riconoscerci”.

Fanno eco le parole del presidente dell’Unitalsi Viterbo, Grazini.

“Abbiamo accolto questo invito con gioia – dichiara -. I volontari hanno trovato una comunità di intenti. E la cosa più importante è che riceviamo molto di più di ciò che possiamo dare”.

Poi una riflessione sul pronto soccorso di Viterbo che, secondo il presidente dei Cavalieri del soccorso, non è messo male come in città grandi come Roma.

“Al pronto soccorso S. Andrea di Roma – racconta – mi sono trovato davanti una scena simile al passato: sembrava una camerata senza assistenza come nella Prima guerra mondiale. E lì mi sono reso contro quanto è importante la presenza dei volontari”.

Accoglienza, orientamento e non solo. Questo progetto si propone ancora di più.

“L’attività della Asl  – afferma Ciorba – serve per fare squadra con tutti coloro che collaborano con il volontariato e per candidare Viterbo a capitale del volontariato 2016. saremo una delle poche città a candidarsi e questo è già un ottimo risultato”.

Elisa Cappelli

 


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6 maggio, 2015

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