Viterbo – Appostamenti. Pedinamenti. Offese e minacce alla ex, ma anche al suo ex marito.
Il quarantene finito agli arresti domiciliari per stalking coinvolgeva anche i parenti di quella che un tempo era la sua compagna nella sua persecuzione quotidiana.
Anche all’ex marito della donna l’arrestato avrebbe inviato messaggi minatori. Del tipo: “Se hai qualche problema, alle 2 a Valle Faul lo risolvo”. L’unica colpa dell’uomo era quella di aver chiamato la polizia in una delle tante volte che il quarantenne era piombato in casa dell’ex per cercare di riallacciare la loro relazione, finita nel 2013. Lui non se ne faceva una ragione.
Aveva preso a cercare ossessivamente l’ex compagna, che ai poliziotti della squadra mobile di Fabio Zampaglione, nella sua dettagliata denuncia, ha detto di non avere tregua da due anni.
Uno stalking debordante, secondo gli agenti della questura di viale Romiti, che finiva per inglobare anche l’ex marito di lei, il figlio 14enne, i genitori che se lo vedevano presentare sotto casa, perennemente in cerca della donna.
Lei viveva nel terrore. Le sue minacce di denunciarlo alla polizia lo rendevano solo più feroce: “Diventerai un morto che cammina – le diceva -. Ti riterrò personalmente responsabile, perché io ho già problemi con la legge, se devo andare in galera stavolta ci andrò con soddisfazione”. Parole che la facevano temere per la sua vita.
A tutto questo, si aggiungevano le citofonate continue, gli appostamenti sotto casa alle 6 del mattino quando lei andava al lavoro, gli insulti e le minacce al figlio e all’ex marito.
Il quarantenne non è nuovo a fatti del genere. Dal 2009 in poi gli agenti lo hanno arrestato più di una volta, eseguendo anche provvedimenti del tribunale come divieti di avvicinamento alle vittime, che sono più di una.
Prima ha iniziato con l’ex moglie, dalla quale aveva avuto una bambina. Dalle indagini risulta che le telefonava continuamente, insultando pesantemente la sua mamma e creando nella piccola un terribile stato di angoscia.
Ora, stesso copione nei confronti della nuova compagna, diventata ex da un paio d’anni.
Tutti gli episodi raccontati dalla donna sono confluiti in un’informativa della squadra mobile alla rocura della Repubblica che, di conseguenza, ha chiesto e ottenuto i domiciliari per il quarantenne.
– “Se mi denunci diventerai una morta che cammina”
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