Tarquinia – Si è svolto ieri pomeriggio nella sala mostre del comune di Tarquinia, il convegno “Prospettive e futuro delle imprese agricole” con sottotitolo “Aggregazione come punto di forza per il mercato e l’utilizzo delle risorse del PSR 2014/2020” alla quale hanno partecipato numerosi agricoltori.
I lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente di Agrinsieme Viterbo Giuseppe Ferdinando Chiarini che, dopo aver salutato ospiti e autorità, ha tracciato le linee guida del convegno.
Sono seguiti i saluti del sindaco di Tarquinia (e neo presidente della Provincia) Mauro Mazzola e del coordinatore regionale di Agrinsieme Sergio Ricotta.
E’ intervenuto, quindi, il direttore vicario dell’assessorato agricoltura della Regione Lazio Roberto Aleandri che ha illustrato lo stato dell’arte del PSR 2014/2020 con tutte le novità ma anche con la notizia che lo stesso non vedrà la luce prima dell’autunno prossimo.
A seguire Giorgio Mercuri presidente di Fedagri che intervenendo a nome dell’Alleanza della Cooperative Agroalimentari ha sottolineato l’importanza della cooperazione nel sistema agricolo italiano quindi Alessandro Mastrocinque vicepresidente di Cia nazionale che ha ribadito l’importanza di Agrinsieme come strumento di aggregazione di soggetti che condividono un percorso comune condividendo idee, progetti ed azioni come, ad esempio, la proposizione di correttivi importanti ai provvedimenti attuativi della riforma della Pac che il ministero ha emanato.
Ha chiuso i lavori Mario Guidi coordinatore di Agrinsieme e presidente di Confagricoltura nazionale che ha spaziato nel suo intervento nei vari punti emersi nel corso del convegno.
Il presidente Guidi ha chiesto alle istituzioni impegni precisi che siano in sintonia con i tempi e che non abbiano come unico fine la semplificazione burocratica che poi nessuno applica ma, contemporaneamente gli “agricoltori devono essere interpreti della realtà economica contingente”.
“Agrinsieme – ha proseguito Guidi – toglie l’alibi alla politica, perché non si accontenta dello status quo, vuole nuovi strumenti operativi e risposte concrete; non è possibile che in Italia si presentino 21 PSR di 2.000 pagine ciascuno e pretendere che l’Unione Europea risponda in tempi celeri, considerando anche le oltre 300 osservazioni che ad esempio la Regione Lazio ha ricevuto da Bruxelles”.
Guidi ha concluso l’intervento con il tema della cooperazione ritenuta fondamentale nei confronti di mercati come quello statunitense che non aspetta altro che il cibo made in Italy, in assenza del quale si accontenta dell’italian sound o di cibi provenienti da altri paesi europei (Germania in testa).
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