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Viterbo - Riforma della scuola - Maria Immordino (Solidarietà cittadina) interviene nel dibattito

“Serra e Mancinelli mostrino autonomia di giudizio”

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Maria Immordino, Solidarietà cittadina

Maria Immordino, Solidarietà cittadina 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Serra e Mancinelli hanno perso un’occasione per dimostrare di conoscere, in modo approfondito, l’argomento di cui parlano e per evidenziare autonomia di giudizio. Mi rendo conto che chi è folgorato dal renzismo fatica a procedere in modo autonomo e obiettivo e poi non conviene. Peccato.

Avrei preferito che avessero mantenuto lucidità di giudizio pur nella condizione di sostenitori ad oltranza. Nel loro intervento dicono che il mondo della scuola è in rivolta per proteggere convenienze personali e perché è difficile accettare cambiamenti e novità. Quali sono le convenienze personali? Lo stipendio più basso d’Europa e un lavoro svolto tra difficoltà di ogni genere, tra mancanza di fondi e di gratificazioni morali? Cosa c’è da difendere?

Gli insegnanti aspettavano un vero cambiamento, una riforma che li mettesse nella condizione di lavorare meglio per fornire l’insegnamento migliore possibile. Invece si ritrovano:

-a) in balia di un dirigente che ogni tre anni può riconfermarli o no. ( condizionamento di libertà di insegnamento, mancanza di serenità, metodo di selezione discutibile, corsa alla raccomandazione,servilismo, pressioni sui dirigenti che useranno come potere personale e politico la riconferma degli insegnanti).

-b) senza poter contribuire all’elaborazione dell’offerta formativa, che però dovranno poi attuare nella classe nella loro opera educativa quotidiana.

-c) a dover agire in una scuola statale depauperata e che entrerà maggiormente in sofferenza: conseguenza della detrazione fiscale per chi frequenta la scuola privata e del 5 per mille per chi frequenta scuole ubicate in quartieri economicamente avvantaggiati.

-d) a somministrare quelle strampalate prove Invalsi, che ci costano 14 milioni di euro all’anno. Per capire di cosa parlo ecco un quesito previsto per la seconda elementare:

“ L’anatra-capo dice all’aquilone: “Vedremo che cosa farai con le tue ali di tela”. Le risposte tra cui scegliere sono: a) l’anatra è convinta che le ali dell’aquilone si romperanno; b) l’anatra pensa che le ali di tela siano belle da vedere; c) l’anatra spera che l’aquilone riuscirà a resistere alla forza dei venti; d) l’anatra invita l’aquilone a farle vedere come sbattere le ali.

Secondo voi, il bambino di sette anni quale risposta sceglierà? Pensate veramente che gli alunni, gli insegnanti, e la scuola possono essere valutati da questo sistema Invalsi, già obbligatorio e che condiziona la valutazione complessiva? O pensate che chi prepara questi quesiti e chi li impone dovrebbero essere ricoverati e curati? Io propendo per la seconda soluzione. Ecco contro quali aberrazioni lotta il mondo della scuola. Ci vuole coraggio per parlare di difesa corporativa.

-e) ad agire in una scuola-impresa dove trionfano omologazione, appiattimento di individualità e dipendenza dai poteri economici a scapito di una scuola Statale inclusiva che deve essere rafforzata,, in grado di offrire pari opportunità tutti, recuperando la dispersione scolastica, senza creare altre divisioni sociali, perché poi la società si ritroverà contro tutti gli esclusi. E tutto questo alla faccia dei principi costituzionali ancora una volta calpestati. Bravo Renzi, brava ministra Giannini, complimenti davvero, come siete nuovi.

Peccato che la vostra modernità è vecchia, vecchia e vuole ricacciare indietro chi non dispone di ampi mezzi finanziari e chi non accetta di farsi strappare i diritti faticosamente conquistati perché il mercato, la finanza speculativa e i poteri forti lo pretendono.

Ma chi lotta per questo è un gufo o non è capace di accettare le novità. Per essere nuovi bisogna chinare la testa, non pensare, accettare soprusi e ingiustizie; magari, a furia di servilismo, dal momento che il bisogno c’è, qualche vantaggio si acchiappa.  Questo è ‘800, medioevo, preistoria. Siete dinosauri che usate i tweet e perciò pensate di essere nuovi.

Dietro il vostro “cinguettio” c’è il vuoto. Dite di essere al governo per cambiare l’Italia, da soli. Siete forse onnipotenti? Se i cambiamenti sono questi, che Dio ci protegga o meglio, nell’attesa della protezione divina, svegliamoci tutti, usiamo le nostre capacità di ragionamento e lottiamo per i cambiamenti veri: quelli che ci liberino dalla corruzione, dalle mafie, dall’incrostato sistema di potere, dall’incompetenza, dalla presunzione, dal disinteresse per i problemi e le difficoltà di tutti noi che non siamo protetti né dalla ricchezza, né dal potere.

Maria Immordino
Solidarietà cittadina


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7 maggio, 2015

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