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Viterbo - Gestione pubblica dell'acqua - Comitato all'attacco conto l'immobilismo del comune - Nel pomeriggio la protesta si è spostata sotto la sede della Provincia

Referendum, intervenga il prefetto

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Viterbo - Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo – Il comitato Non ce la beviamo 

Viterbo - Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo – Il comitato Non ce la beviamo 

Chiara Frontini

Chiara Frontini 

Gianluca De Dominicis (M5s)

Gianluca De Dominicis (M5s) 

Viterbo - Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo – Il comitato Non ce la beviamo 

Viterbo - Il comitato "Non ce la beviamo" manifesta davanti alla Provincia

Viterbo – Il comitato “Non ce la beviamo” manifesta davanti alla Provincia 

Viterbo - Il comitato "Non ce la beviamo" manifesta davanti alla Provincia

Viterbo – Il comitato “Non ce la beviamo” manifesta davanti alla Provincia 

Viterbo - Il comitato "Non ce la beviamo" manifesta davanti alla Provincia

Viterbo – Il comitato “Non ce la beviamo” manifesta davanti alla Provincia 

Viterbo - Il comitato "Non ce la beviamo" manifesta davanti alla Provincia

Viterbo – Il comitato “Non ce la beviamo” manifesta davanti alla Provincia 

Viterbo – (g.f.) – Referendum sulla gestione pubblica dell’acqua, adesso basta.

Il Comitato noi non ce la beviamo, stanco d’aspettare che il comune si muova, va al contrattacco.

Una lettera al prefetto per mettere in mora l’amministrazione Michelini.

“Lo statuto del comune – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) – prevede strumenti partecipativi come il referendum consultivo, ma dal 1999 a oggi non è mai stato predisposto un regolamento per le procedure necessarie allo svolgimento del referendum stesso”.

Il comitato ha chiesto d’indirlo, ma a palazzo dei Priori finora hanno fatto orecchie da mercante.

“Da due mesi – osserva Frontini – assistiamo a rinvii e rimpalli di responsabilità. E’ ora di dire basta. Per questo abbiamo scritto al prefetto.

Anche perché come consiglieri finora abbiamo prodotto più di un atto, ci siamo preoccupati pure di predisporre una bozza di statuto, abbiamo pure tolto questo alibi”. Invece nulla.

Il ricorso al prefetto è l’estrema ratio. “E’ un atto grave quello che sta avvenendo – spiega Frontini – chiediamo l’intervento della massima autorità territoriale”.

In comune sono impegnati in altro, secondo Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle): “A quanto pare, la maggioranza è affaccendata in potroniadi e gioco della sedia.

Tutto fanno, meno che amministrare. I cittadini devono potersi esprimere.

Come movimento noi stiamo già raccogliendo i nominativi di chi intende sottoscrivere il referendum e appena sarà possibile raccoglieremo le adesioni. Saranno così tante che stavolta l’amministrazione non potrà fare finta di nulla”.

Se c’è uno strumento che lo prevede, va applicato. “Vogliamo capire se quest’amministrazione guidata dal Pd – precisa Paola Celletti del comitato – partito che ha festeggiato il referendum per l’acqua pubblica, intenda fare qualcosa per la gestione pubblica della risorsa idrica.

Altrimenti è troppo facile scendere in piazza a festeggiare con le bandiere, ma al momento buono non si fa nulla”.

Mentre sull’arsenico nell’acqua è sceso il silenzio. “In molte zone – conclude Celletti – i livelli, stando ai dati Asl, sono superati. In zone del capoluogo, Grotte Santo Stefano o Mugugnano e Roccalvecce. I livelli sono sopra la norma”.

La lettera al prefetto arriva dopo che pure un altra scadenza è passata senza che nulla accadesse. “La presidente del consiglio – conclude Frontini – si era impegnata a firmare gli atti necessari per far partire la pratica sul regolamento, ma non è successo nulla”.

Nel pomeriggio, la protesta del comitato si è spostata sotto la sede della Provincia, con i membri che hanno manifestato con cartelli per chiedere “acqua pubblica ed elezioni pubbliche”.


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28 maggio, 2015

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