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Viterbo - Polizia Squadra mobile - Arrestato stalker che pedinava la ex convivente appostandosi sotto casa e minacciava il figlio

“Se mi denunci diventerai una morta che cammina”

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La polizia sul posto

Polizia

Viterbo – “Se mi denunci diventerai un morto che cammina”.

Nel primo pomeriggio di ieri, la squadra mobile ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a un quarantenne viterbese.

Il provvedimento restrittivo nasce da un’indagine dopo la denuncia presentata ad aprile dall’ex convivente dell’uomo, che ha riferito una serie di atti persecutori e vessatori compiuti nei confronti suoi e del figlio di 14 anni, iniziati quando la donna aveva deciso di interrompere la loro relazione.

Gli accertamenti investigativi hanno permesso di appurare che l’uomo, da più di due anni, aveva tenuto comportamenti molesti e persecutori come pedinamenti e inseguimenti.

Addirittura, da quanto ricostruito, in molte occasioni, si è appostato sotto la casa della vittima sin dalle 6 di mattino, ora in cui la donna andava a lavoro. Pare che l’uomo citofonasse in continuazione, chiedendole insistentemente di parlare per cercare di riallacciare la loro relazione o per offenderla, chiedendo spiegazioni sull’identità degli uomini che vedeva uscire dalla sua casa.

Appostamenti che venivano fatti anche nella casa dei genitori della vittima. Da quanto ricostruito, in un’occasione in cui la vittima gli aveva detto che se non avesse smesso con le sue persecuzioni si sarebbe rivolta alla polizia, lui l’aveva pesantemente minacciata, dicendole che se avesse avuto problemi con la giustizia, sarebbe diventata “un morto che cammina”.

Inoltre, è stato accertato che certi atti erano stati fatti anche anche nei confronti del figlio minore della donna, che è stato più volte seguito e appostato in una via pubblica.

Addirittura, mentre si trovava con amici e coetanei, lo avrebbe apostrofato con frasi irripetibili e minacce all’indirizzo della madre, per creargli un fondato timore per la propria incolumità e quella della donna e costringerlo a cambiare le sue abitudini di vita.

Già in passato, l’indagato in passato era stato destinatario di numerosissime denunce da parte dell’ex moglie per condotte vessatorie che avevano configurato i reati di maltrattamento in famiglia, lesioni e stalking. Gravi atti persecutori che non avevano risparmiato neanche la figlia di 4 anni a cui l’uomo aveva fatto moltissime telefonate nelle quali aveva proferito frasi irripetibili all’indirizzo della mamma, provocando nella piccola un grande stato di prostrazione psicologica.

In conseguenza di tali fatti, l’autorità giudiziaria di Viterbo, nell’arco di tempo compreso tra il 2008 e il 2012, aveva emesso a suo carico diversi provvedimenti cautelari, come la misura del divieto di avvicinamento alla moglie e alla figlia e gli arresti domiciliari.

Alla luce di tutto ciò, il gip di Viterbo su richiesta della procura della Repubblica ha emesso a suo carico l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.


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9 maggio, 2015

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