Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da decenni si parla di termalismo: decine di amministrazioni con la responsabilità della gestione economica locale si sono avvicendate alla guida della città e non è cambiato niente, tutto è rimasto immutato.
Non è stata mai studiata e impostata una vera politica dell’economia mirata alla valorizzazione delle potenzialità di Viterbo e del suo territorio.
Abbiamo sempre rincorso chimere (che spesso sarebbero potute essere perfino dannose, vedi aeroporto) per meri fini propagandistici ed elettorali. Tutta l’economia locale si è sostenuta unicamente sull’edilizia, sulla realizzazione di alloggi in quartieri dormitori, edifici mediocri costruiti con l’unico scopo di trarne il massimo profitto.
Sono state volutamente perdute, per meri interessi di bottega, grandi opportunità quali il centro agroalimentare, il Tuscia espone, senza contare l’atavica questione della linea ferroviaria dirottata ad Orte.
Oggi stiamo perdendo un altro treno, forse l’ultimo,il termalismo. Non quello basato sul monopolio di pochi, ma quello che dovrà diventare sistema, il termalismo diffuso che possa garantire offerte differenziate e che possa essere sinergico con i settori agrituristico, storico artistico e archeologico.
Abbiamo due importanti strade storiche che attraversano il nostro territorio. La via Cassia, sul tracciato della quale sono presenti numerose emergenze archeologiche, e la via Francigena, l’antico percorso che collegava Roma con la Francia.
Facciamo in modo di essere pronti ad accogliere i pellegrini che verranno con il nuovo giubileo.
Attingiamo ai fondi europei per valorizzare e finanziare le nostre iniziative, creiamo sportelli specifici di supporto agli operatori pubblici e privati che volessero utilizzare queste risorse.
Dobbiamo recuperare il tempo perduto. L’amministrazione comunale deve dotarsi di un piano termale generale che garantisca un’offerta di servizi il più possibile differenziata, così da soddisfare le esigenze di tutte le categorie e classi sociali; si deve fare in modo che tutti i potenziali 70 litri per secondo di acqua termale disponibile possano essere ridistribuiti su più operatori, evitando favoritismi e monopoli.
Deve essere immediatamente predisposto il bando per la riattivazione del complesso termale delle ex Terme Inps, ripristinandone l’ottimale portata di acqua che gli è stata sottratta abusivamente. Non possiamo più permetterci di sopportare protezioni, inefficenze e giustificazioni.
Viterbo ha il più alto tasso di disoccupazione giovanile del Lazio; centinaia di attività commerciali, artigianali e studi professionali, stanno chiudendo, il settore edile è in ginocchio. Perché indugiare ancora?
Si stava aspettando la sentenza del consiglio di stato in merito alla controversia con le Terme dei Papi, ora è arrivata. Aspettiamo ancora l’ulteriore pronunciamento del Tar.
Non si può più perdere tempo. I viterbesi attendono risoluzioni e proposte finalmente serie e costruttive. È in gioco il futuro loro e quello dei loro figli. Se questi amministratori non sono in grado o non vogliono risolvere i problemi, per rispetto dei cittadini che li hanno votati, dovrebbe dimettersi, senza se e senza ma.
Daniele Cario
Solidarietà cittadina
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY