Viterbo – (p.p.) – “Terme, il prefetto faccia rispettare le promesse”.
Sull’uso dell’acqua termale, il Tar ha rinviato al 15 ottobre quando entrerà nel merito della vicenda che vede contrapposti le Terme dei Papi e il comune. Intanto, la stagione dei fanghi non parte, le prenotazioni continuano a essere disdette e il futuro di 12 lavoratori stagionali resta appeso a un filo.
Una situazione ormai insostenibile per Fortunato Mannino della Cisl. Per il sindacalista, servono tutele, garanzie e soprattutto promesse mantenute con lo scopo di far ripartire il settore ed evitare che altri posti di lavoro vengano persi.
“Il Tar – dice Mannino – ha rinviato a ottobre e il Comune non ha mantenuto la promessa di mettere una pompa che portasse l’acqua del pozzetto alla callara fatta a margine del consiglio comunale di fine aprile.
I lavoratori, al momento, restano col cerino in mano. Sono alla disperazione. Le prenotazioni continuano a essere disdette e la stagione dei fanghi resta bloccata”.
Ma per Mannino c’è un paradosso ancora più grande. “Mi hanno segnalato che l’acqua che potrebbe essere usata e distribuita negli impianti termali, continua a disperdersi nei campi circostanti. E questo perché la pompa che il comune si era impegnato a mettere ancora non c’è. Mi chiedo cosa stiamo ancora aspettando”.
Il sindacalista lancia dunque una proposta. “Chiedo un intervento del prefetto, organo super partes, perché possa mettere insieme il comune e Terme dei papi e far sì che le promesse vengano rispettate. Serve una rapida soluzione che salvaguardi i lavoratori e l’intero settore che ha un ruolo strategico nell’economia della città e di tutta la provincia”.
– Acqua termale, tutto rinviato a ottobre
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