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Viterbo - Nasce la rete d'impresa che mette insieme le aziende storiche del territorio per farle sbarcare sul grande mercato

Un “Concerto” d’olio per la Tuscia

di Elisa Cappelli
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Domenico Merlani

Domenico Merlani

Barbara Bartolacci

Barbara Bartolacci

Barbara Bartolacci, Daniela Camera, Domenico Merlani

Barbara Bartolacci, Daniela Camera, Domenico Merlani

Daniela Camera

Daniela Camera

Merlani, Bartlacci, camera con le imprese della rete "Concerto"

Merlani, Bartlacci, camera con le imprese della rete “Concerto”

Viterbo – Nasce la rete d’impresa “Concerto”.

Alcune imprese storiche della provincia produttrici di olio si uniscono per proporre un prodotto unico e sbarcare sul grande mercato.

A far parte del progetto l’azienda agricola Cerrosughero di Laura de Parri di canino, il Fratoio Alta Tuscia di Andrea Battaglini di Bolsena, società agricola Colli Etruschi soc. cooperativa di Blera, azienda agricola Alessandra Boselli di Bassano in Teverina, azienda agricola Gisella ed Elena Ascenzi di Viterbo.

Insieme formano una rete di circa 900 ettari con produzioni che ricoprono tutta la Tuscia e le zone di produzione delle Dop Canino e Tuscia.

A presentare il progetto il presidente della Camera di commercio, Domenico Merlani, la manager di rete Concerto, Barbara Bartolacci e la responsabile dello sportello reti d’impresa dell’ente camerale, Daniela Camera.

“Le reti di impresa sono uno strumento utile che aumenta la competitività sul mercato – spiega Merlani -. Perché per arrivare sul mercato nazionale c’è bisogno di sinergia. In questo frangente si inserisce la Camera di commercio che può essere d’aiuto alle imprese. Quella di oggi è una rete su un unico prodotto che è l’olio, nostra eccellenza territoriale. E nel frattempo siamo in contatto, grazie ad Expo, anche con l’estero e con la Cina in particolare”.

La rete Concerto unisce quindi aziende storiche del territorio per la produzione di olio.

“E’ un avventura – racconta Bartolacci – nata con lo spirito di un gruppo di amici. La rete è un modo per superare la piccola impresa e affrontare il grande mercato, un modo per far conoscere l’olio e veicolarlo in maniera diversa. L’impulso è arrivato dalla Camera di commercio che ci ha aiutato per metterci insieme e trovare un lessico comune”.

Verà realizzata un’etichetta unica di cui non è stato ancora svelato il nome e che verrà presentata il 26 giugno al Villaggio Slow food di caffeina cultura.

“L’olio della rete Concerto  – sottolinea Bartolacci – sarà una selezione delle diverse produzioni di olio da cui si otterrà un prodotto unico e tipico. Avrà delle caratteristiche costanti e sarà prodotto in quantità significative. Sarà di tre tipi: una qualità altissima da concorso, alta qualità e bio”.

Le imprese, in ogni caso, continueranno anche la loro normale produzione autonoma.

I contratti di rete nascono dopo l’intervento legislativo del 2009. Dal 2012 nella camera di commercio di Viterbo è stato istituito lo sportello “Reti di impresa” con il quale si offre assistenza gratuita sull’argomento.

“Abbiamo cercato di far crescere l’utilizzo di questo strumento – spiega Camera -. Il territorio non ha risposto molto velocemente, ma c’è stato un cambio di passo nell’ultimo anno, in particolar modo negli ultimi sei mesi”.

In Italia i contratti di rete sono 2.152 con 10.765 imprese coinvolte. Il Lazio è a quota 885 e viene subito dopo l’Emilia Romagna (1.192) e la Lombardia (2.161). Un buon risultato ma che dimostra che si può ancora migliorare.

A Viterbo ci sono 12 contratti di rete iscritti nel registro delle imprese, 32 sono le imprese coinvolte. Cinque i contratti iscritti nel 2014 contro i 4 contratti iscritti solo nel primo trimestre 2015. I settori dove sono più diffusi sono turismo, commercio, agricoltura, manifatturierio, servizi e sanità.

“Lo sportello – spiega Camera – offre consulenza gratuita e dà chiarimenti in merito alla rete d’imprese e la gestione; informazioni su news, eventi e novità; consulenza su aspetti legali, fiscali, finanziari; verifica della fattibilità del progetto; tavoli di settore; stesura del contratto di rete.

E’ un lavoro difficile – continua – cercare di unire in un unico progetto tante teste. Ci deve essere un obiettivo appetibile. Il contratto di rete, pur consapevoli che non è la panacea di tutti i mali delle imprese, è uno strumento che può aiutarle, specialmente le più piccole”.

La rete Concerto è la prima costituita formalmente con la semplificazione normativa e con la sola firma digitale delle imprese.

Elisa Cappelli


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11 giugno, 2015

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