Viterbo – Ogni anno in Italia finisce sotto il cemento una superficie grande come Milano.
Per ogni secondo che passa 6 metri quadrati di Belpaese vengono incementati. È questo, in sostanza, quanto emerge da Il consumo di suolo in Italia, l’ultimo rapporto dell’Ispra, istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Le province più danneggiate sono Monza e Brianza (34,7%), Napoli (29,5%) e Milano (26,4%), quelle meno Matera (1,7%), Aosta (1,6%) e Ogliastra (1,5%). Ma la situazione diventa più inquietante se si osservano le zone costiere. Dal censimento delle aree a meno di 300 metri dalla linea di costa si scopre che il 19,4% del litorale italiano è stato sigillato. Tra le regioni che in hanno visto scomparire più litorale ci sono le Marche e la Liguria con il 40% di costa ciascuno persa a dispetto di asfalto e cemento. Non meglio il Lazio, sesto in questa speciale graduatoria con il 26%.
Una situazione preoccupante, che potrebbe aprire un vero e proprio circolo vizioso: più si cementifica, infatti, e più aumenta il rischio di frane e alluvioni, specialmente nelle zone già a rischio.
Il consumo del litorale
Le dieci regioni con più suolo consumato in Italia nel 2014 a meno di 300 metri dalla costa
| Regione | % |
| Marche | 40,71 |
| Liguria | 40,38 |
| Campania | 30,87 |
| Abruzzo | 30,06 |
| Emilia Romagna | 29,44 |
| Lazio | 26,21 |
| Puglia | 25,44 |
| Sicilia | 24,53 |
| Calabria | 24,40 |
| Toscana | 17,33 |
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