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Mafia capitale - Una riflessione dopo i fatti di Roma

I militanti “der monno vecchio”

di Enrico Mezzetti
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L'avvocato Enrico Mezzetti

L’avvocato Enrico Mezzetti 

Viterbo Era verso la fine degli anni Settanta quando esplose la notizia che al comune di Parma un assessore del Pci era stato raggiunto da una informazione di garanzia per “abuso di ufficio”. Per i militanti del Pci fu un autentico trauma: non era ammissibile, non era concepibile che un amministratore del Pci fosse indagato per un reato amministrativo.

Nelle sezioni non si parlava d’altro! Proprio in quel tempo venne a Viterbo per una iniziativa politica pubblica a piazza del comune Luigi Petroselli, pianoscaranese doc e all’epoca segretario regionale del Pci.

In una piazza affollatissima a un certo punto prese il microfono (forse per la prima volta in vita sua) il pianoscaranese doc Del Canuto, una vita pulita, passata a lavorare e a sognare un mondo nuovo. Del Canuto si alzò in piedi e con voce potente così parlò: “A Giggè!” pausa, Giggetto lo riconobbe, sorrise, e Del Canuto proseguì: “Che succede a Parma?”. Giggetto rispose da politico bravo e appassionato quale era. Rispose da autentico segretario di un partito di gente pulita che esigeva pulizia.

Ma a distanza di quarant’anni, scolpiti nella memoria restano la figura e la voce di Del Canuto: “A Giggè… che succede a Parma?”.

Enrico Mezzetti


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6 giugno, 2015

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