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Partito democratico - Al convegno, organizzato dal deputato del Pd Alessandro Mazzoli, l'analisi di Enzo Amendola - Prima uscita ufficiale per la neoprefetta Rita Piermatti

“Immigrazione, la soluzione non sono i respingimenti”

di Maria Letizia Riganelli
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Viterbo - L'incontro del Pd sull'immigrazione - Alessandro Mazzoli, Andrea Egidi ed Enzo Amendola

Viterbo – L’incontro del Pd sull’immigrazione – Alessandro Mazzoli, Andrea Egidi ed Enzo Amendola

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Enzo Amendola

Enzo Amendola

La nuova prefetta Rita Piermatti

La nuova prefetta Rita Piermatti

Viterbo - La nuova prefetta Rita Piermatti con Alessandro Mazzoli

Viterbo – La nuova prefetta Rita Piermatti con Alessandro Mazzoli

Viterbo - La nuova prefetta Rita Piermatti con Alessandro Mazzoli

Viterbo – La nuova prefetta Rita Piermatti con Alessandro Mazzoli

Viterbo - L'incontro del Pd sull'immigrazione - Andrea Egidi ed Enzo Amendola

Viterbo – L’incontro del Pd sull’immigrazione – Andrea Egidi ed Enzo Amendola

Viterbo – Aumentare la cooperazione, intercettare le rotte, colpire i trafficanti, ricostruire le politiche di accoglienza e riorganizzare i meccanismi di asilo.

Cinque punti per affrontare l’immigrazione, senza perdere la testa.

A elencarli è Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri, durante il convegno “C’è chi pensa di affondarle. Noi no. Immigrazione: accoglienza, sicurezza, diritti e legalità”, organizzato dal deputato del Pd Alessandro Mazzoli con la segreteria provinciale del Partito democratico.

All’iniziativa, oltre al segretario del Pd Andrea Egidi, anche la nuova prefetta Rita Piermatti. Assente il vice ministro agli Interni Bubbico per la fiducia alla Camera.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Egidi – è quello di rendere più serio e meno strumentale il dibattito sull’immigrazione. E tentare di respingere chiavi di lettura e posizioni vergognose”.

A mettere subito al centro i numeri dell’immigrazione la nuova prefetta nel suo primo discorso ufficiale. “Lo Stato è coinvolto in prima persona, si tratta ormai di un esodo strutturale. Un evento storico – ha detto -, come altri ce ne sono stati in passato. E il territorio viterbese, grazie al lavoro portato avanti da Antonella Scolamiero, è molto coinvolto.  In sei comuni, Orte, Graffignano, Viterbo, Canino, Celleno e San Lorenzo Nuovo ci sono strutture che ospitano immigrati. In totale sono 196. Un numero destinato ad aumentare. Ma grazie alla formula individuata, ovvero piccoli gruppi in comunità che riescono a gestirli, possiamo mettere in campo un’accoglienza strutturata”.

“Siamo di fronte a un esodo di massa – ha detto Mazzoli – dovuto alla disperazione, alla guerra, alla violenza. Con alcune aggravanti. La migrazione di milioni di persone avviene in un quadro di assoluta illegalità e nelle mani di organizzazioni criminali. E trovo profondamente immorale strumentalizzare questa situazione. Oltretutto non aiuta a risolvere i problemi. Nessuna delle soluzioni prospettate dai respingimenti, alla costruzione di muri sono risposte al problema di cui discutiamo. I singoli stati possono anche pensare di blindare i confini e usare le armi, il numero di persone disposte ad affrontare un viaggio non diminuirà. Le persone pur di lasciarsi alle spalle l’inferno sono pronte a qualsiasi cosa. Il problema però non è solo italiano. E’ stato giusto richiamare l’attenzione di tutta l’Europa. Bisogna cambiare approccio. E l’Europa ce la può fare. Serve una nuova assunzione di responsabilità e un piano strategico a medio-lungo periodo”.

Alessandro Mazzoli ha poi puntato l’attenzione sulla Tuscia. “A Viterbo – ha spiegato – si ospitano 196 migranti in sei strutture. A queste aggiungo il comune di Tessennano, che ha vinto un bando per l’accoglienza di minori. Lo segnalo non solo perché non fa parte del bando della Prefettura ma per far notare che noi siamo terra accogliente. E questo deve restare un tratto caratteristico di questa terra”.

Nel 2014 in Italia sono arrivati 170mila migranti, solamente a giugno 58mila. A giugno di quest’anno 63mila. “Un incremento ha detto Amendola – che non è sicuramente un’invasione. Per questo sono convinto che rimettendo al centro la normalità si possono prospettare soluzioni. E la prima cosa da fare è spiegare a chi ha paura. La paura è un sentimento normale di fronte a un mondo che cambia. E farlo parlando dei numeri dell’immigrazione: la Siria ha 22 milioni di abitanti. Quattro sono in fuga. Di questi un milione è in Libano: un paese di cinque milioni di abitanti”. E solo per fare un esempio.

“E poi spiegare – ha continuato – che non si sale su un barcone per cercare un lavoro ma perché non c’è alternativa alla fuga. Sulle soluzioni sta lavorando anche l’Unione europea. “Il piano Juncker – ha concluso il capogruppo Pd in commissione Esteri –  finalmente apre una finestra. Quello che possiamo fare è cercare di costruire, nell’Africa delle rotte, dei punti d’incontro, insieme all’Alto commissariato per i rifugiati. Perché i trafficanti della morte utilizzano quelle rotte e il Mediterraneo è solamente l’ultimo miglio. Grazie alla missione navale EuNavFor Med si andranno a distruggere i barconi utilizzati dai trafficanti. E ancora: aumentare la cooperazione, ricostruire politiche accoglienza con normalità e riorganizzare i meccanismi di asilo”.

Maria Letizia Riganelli


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26 giugno, 2015

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