Viterbo – (p.p.) – Mercatone Uno, iniziata la cassa integrazione a zero ore.
Diversi dipendenti hanno già ricevuto la lettera che li informa della cassa integrazione straordinaria a zero ore. Con questo provvedimento saranno costretti a rimanere a casa senza l’orario ridotto di lavoro. Nel frattempo, dopo l’incontro la ministero dello Sviluppo economico, si prospetta la sospensione delle attività in 35 punti vendita a partire dal 15 giugno. Nella lista, potrebbe esserci anche quello lungo la Cassia nord.
Una situazione, dunque, buia che tiene appeso a un filo il futuro di 23 dipendenti vivono nell’incertezza. Al loro fianco, restano i sindacati per monitorare gli sviluppi e tutelare i loro diritti.
“Siamo preoccupati per come stanno andando le cose – dice Elvira Fatiganti (Uiltucs) -. Spetta ai commissari fare leva sui fornitori per scongiurare il peggio. Inoltre, il bando di gara per i potenziali acquirenti scade il 30 giugno e speriamo che qualcuno del territorio si faccia avanti.
Ora, poi, è stata avviata la cassa integrazione a zero ore per cui i lavoratori resteranno a casa, senza orario ridotto, fino a quando non gli verrà comunicato diversamente. Il compito di noi sindacati è quello di sorvegliare affinché la cassa integrazione venga fatta in maniera equa tra tutti i lavoratori. Teniamo sotto controllo la situazione per evitare che possa travolgerci. I dipendenti sono preoccupati, perché sono senza stipendio e non vedono spiragli. Si trovano ad affrontare il disagio economico e la paura che questo punto vendita possa andare a scomparire. Non sarebbero tollerabili altri 23 licenziamenti nella nostra provincia”.
In tutto questo, c’è comunque una buona notizia rispetto al recupero degli stipendi e della solidarietà non riscossa. “I commissari hanno depositato la richiesta all’Inps per per il pagamento del contratto di solidarietà arretrato”.
Fatiganti è pronta a dare battaglia. “La situazione è inaccettabile – conclude la sindacalista -. E’ ovvio che se Viterbo si ritroverà nella lista dei 35 punti vendita, siamo pronti a coinvolgere il prefetto e le istituzioni che, in questo momento, non ci possono abbandonare”.
In linea anche Fortunato Mannino (Cisl). “La situazione è drammatica – commenta -. Fortunatamente si è passati dalla chiusura alla cassa integrazione straordinaria che dà un minimo respiro ai lavoratori. Ci auguriamo che Viterbo possa salvarsi e da parte nostra, continueremo a intervenire e a monitorare i rifornimenti e l’andamento delle strategie da adottare per evitare gravi conseguenze. I dipendenti sono demoralizzati e hanno bisogno di certezze. La cassa integrazione, seppur a zero ore, serve a tenerli legati all’azienda in attesa degli sviluppi futuri”.
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