Ronciglione – Asfissia.
Sarebbe questa la causa della morte di Ennio Pittaro, settantun anni, scomparso da Vetralla il 26 maggio e trovato senza vita il giorno dopo, nelle acque del lago di Vico.
Le prime risultanze dell’autopsia, eseguita ieri mattina da una dottoressa dell’istituto di medicina legale di Tor Vergata, sembrerebbero confermare la tesi dell’annegamento. Pittaro è caduto dalla barca a bordo della quale attraversava il lago; le due sole ipotesi plausibili restano quella dell’incidente o del suicidio. Ma gli investigatori ritengono più probabile la seconda, visto il momento difficile che Pittaro stava attraversando di recente. I racconti dei familiari sarebbero unanimi: negli ultimi giorni lo avevano visto più cupo e depresso.
La relazione del medico legale sarà sulla scrivania del pm Chiara Capezzuto entro i prossimi sessanta giorni.
Pittaro se n’era andato di casa in sella alla sua bicicletta. E’ con quella che, secondo i carabinieri, ha raggiunto il lago. Una bici era stata trovata giorni fa al chilometro 60 della Cassia, la strada che Pittaro, teoricamente, dovrebbe aver percorso per arrivare al lago, partendo da Vetralla, passando da Capranica e arrivando a Ronciglione. Il corpo è stato trovato qui, in località La Scaletta, immerso nell’acqua vicino la riva, con la barca a duecento metri.
Prima di morire, Pittaro avrebbe fatto l’ultima telefonata alla figlia, dicendole solo che stava facendo una passeggiata al lago, senza darle modo di sospettare nulla. Solo parecchie ore dopo quella telefonata ha dato impulso alle ricerche, concentrandole nella zona del lago e consentendo di trovare il corpo del settantenne.
I funerali si terranno il 3 giugno alle 17, al convento dei padri passionisti di via Sant’Angelo a Vetralla.
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