Nepi – Mostra la piantagione di cannabis su Facebook e lo arrestano.
Ieri mattina, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Civita Castellana hanno arrestato un nigeriano di 27 anni, da tempo residente nel nepesino, dopo aver scovato nella sua casa una coltivazione di piante di cannabis. A tradire il giovane alcuni scatti pubblicati su un noto social network che lo ritraggono accanto alle piantine in crescita.
Le foto, però, sono finite sotto gli occhi dei carabinieri che, individuato il soggetto, ne hanno perquisito la casa e sequestrato nel giardino 17 piante di marijuana di altezza compresa tra i 60 e i 120 cm, nonché sementi, concimi e materiale vario utilizzato per la coltivazione. Subito dopo l’arresto, il giovane è stato rimesso in libertà per l’assenza di esigenze cautelari.
Inoltre, a Viterbo, nel tardo pomeriggio di ieri, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Viterbo hanno arrestato uno studente universitario viterbese di 25 anni. Dopo averlo osservato per alcuni giorni, i militari hanno sequestrato nella sua casa, nel quartiere Santa Barbara, 5 piante di marijuana dell’altezza media di un metro, 25 grammi di marijuana già essiccata, una lampada, un termostato, un ventilatore e fertilizzante, utilizzati per la coltivazione della cannabis, nonché tre bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento in dosi dello stupefacente. Piante, sostanza stupefacente, bilancini e materiale sono stati sequestrati. Anche in questo caso, subito dopo l’arresto, il giovane è stato rimesso in libertà per l’assenza di esigenze cautelari.
Due ivoriani, entrambi 26enni, sono stati avviati alle procedure di espulsione dal territorio nazionale dai carabinieri della stazione di Orte che nel corso di un controllo all’interno di un centro commerciale li hanno trovati senza permesso di soggiorno e passaporto.
Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione di Acquapendente hanno denunciato un operaio marocchino di 35 anni, da tempo residente nel comune, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, violazione di domicilio e minaccia aggravata. L’uomo, da quanto accertato, qualche giorno prima, aveva fatto irruzione, forzando la porta d’ingresso nella di una conoscente coetanea e, brandendo un coltello trovato all’interno della cucina, aveva preteso la restituzione di una somma di denaro, 400 euro, che le aveva prestato in precedenza. Ne è nata un’accesa discussione al termine della quale l’uomo si è poi allontanato.
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