Viterbo – Pure le pecore si ubriacano.
Sembra che gli ovini della Tuscia la notte facciano un uso massiccio di mescalina. E la mattina gli allevatori le ritrovino completamente allo sbando.
Teste ciondolanti, zampe che si incrociano. Qualcuna vomita, qualche altre ha le allucinazioni. Insomma sono fatte. Fatte come fossero uscite da un mega rave.
In realtà lo sballo delle pecore del viterbese non è dovuto né all’alcol né alla droga. Ma a ergot. Un fungo che sta infestando i campi dove pascolano le pecore.
Questo fungo generalmente infesta la segale, ma in alcuni casi anche altre graminacee, tra cui il loietto. Una pianta che viene coltivata proprio per il sostentamento degli ovini.
Quest’anno, le condizioni climatiche sono state particolarmente favorevoli allo sviluppo del fungo ergot, e loietto è stata una delle vittime.
Le pecore, che pascolano nei campi coltivati a graminacee, mostrano quindi i segni tipici dell’avvelenamento da ergotamina, alcaloide prodotto dal fungo ergot. Ovvero: forti emicranie, vertigini, vomito e oscuramento della vista.
Gli allevatori della Tuscia, impotenti di fronte all’ubriacatura dei loro greggi, si stanno rivolgendo agli esperti per capire cosa succede e come curare le loro pecore. Per il momento però bisogna solo aspettare che passi la sbornia.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY