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Viterbo - Comune - Giulio Marini (FI) all'attacco dell'amministrazione Michelini dopo la mancata elezione del presidente del consiglio

“A queste condizioni, meglio staccare la spina”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo –  “A queste condizioni, meglio staccare la spina”.

Quello di Giulio Marini suona come un suggerimento all’amministrazione Michelini. L’elezione saltata del presidente del consiglio, rimandata alla prossima seduta, è per lui l’ennesima dimostrazione che la maggioranza non ha le carte in regola per andare avanti.

E il consigliere comunale si chiede che senso abbia portare avanti un progetto che ormai non c’è più, visto che l’unico record segnato da questa amministrazione, è l’aver eletto tre presidenti in due anni. Per non parlare poi delle verifiche. Riconoscimenti  di certo poco gratificanti.

“E’ folle che si arrivi al giorno della votazione in queste condizioni – commenta Giulio Marini (FI) -. La maggioranza si deve rendere conto che non è una una lotteria.

L’elezione va affrontata solo se ci stanno le condizioni, altrimenti meglio astenersi piuttosto che bruciare una persona. Siamo al terzo presidente del consiglio in due anni. Un record. Stiamo perdendo tempo e la possibilità di agire concretamente per la città”.

Teatrini che per Marini non restano nel palazzo. “I cittadini se ne rendono conto. Che si possa criticare o meno, la raccolta firme #tuttiacasa ci ha fatto capire quanto sia diffuso il malcontento tra la gente, che non ce la fa più ad assistere a certi teatrini. Anche io, negli anni della mia amministrazione, ho passato dei momenti difficili. Ma in confronto a tutto questo erano davvero sciocchezze”.

L’amministrazione, per il consigliere forzista, dovrebbe fare un esame di coscienza. “Si renda conto che non c’è più sintonia. A queste condizioni, meglio staccare la spina. Che senso ha continuare, non è giusto per la città. Tra poco, poi, ci troveremo a discutere il bilancio. Oggi c’è l’approvazione della delibera di giunta, che può anche passare, ma è la maggioranza che di fatto sembra non esserci. Non so cosa ci aspetterà”.

Marini sostiene che tutto questo si sarebbe potuto evitare. “Hanno perso l’occasione di un percorso condiviso sul nome del presidente del consiglio che io avevo proposto mesi fa. Se l’avessero accettato, di certo, ora, non saremmo a questo punto e loro non avrebbero dovuto affrontare la conta – conclude Marini – che li ha messi di fronte alla dura realtà di un gruppo diviso e sempre in lotta”.

Paola Pierdomenico 


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26 giugno, 2015

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