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Salute - La crenochinesiterapia è indicata in molte malattie dell’apparato muscolo-scheletrico, nella riabilitazione sportiva, negli esiti di patologie del sistema nervoso

La riabilitazione in acqua termale per curare e prendersi cura

di Roberto Conigliaro - Direttore sanitario delle Terme dei Papi
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Le terme dei papi

Le terme dei papi 

Riabilitazione in piscina

Riabilitazione in piscina

Viterbo – La fisioterapia in acqua termale (crenochinesiterapia) è una rieducazione motoria in un ambiente acquatico svolta da un fisioterapista.

La riabilitazione avviene in una piscina ad accesso facilitato, riservata e confortevole. Il paziente svolge il suo programma sotto la guida e l’assistenza di un fisioterapista specializzato, il quale impiega tecniche basate sullo sfruttamento delle proprietà dell’acqua: galleggiamento, spinta, resistenza.

Tali proprietà consentono di poter eseguire esercizi di mobilizzazione in condizioni di ridotta gravità, con minor dolore e più facilità di esecuzione del movimento. Il naturale potere curativo dell’acqua termale aggiunge valore soprattutto in presenza di malattie reumatologiche, ortopediche e neuromuscolari.

Il calore dell’acqua termale interrompe il circolo vizioso dolore/contrattura con un diretto effetto analgesico e miorilassante. Queste proprietà uniche e la resistenza dell’acqua durante gli esercizi permettono di mantenere o migliorare: la funzione articolare, l’equilibrio, la coordinazione, l’agilità, la postura, l’elasticità, l’andatura, il rilassamento e la forza muscolare, la resistenza allo sforzo, la capacità aerobica. Nei pazienti che hanno difficoltà negli esercizi a terra, la terapia in acqua dà conforto e sicurezza, con una riduzione certa dei tempi di ricupero funzionale.

La crenochinesiterapia è indicata in molte malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (artrosi, lombosciatalgia in fase subacuta o cronica, dolori fibromialgici, dolori muscolo-tensivi, spalla dolorosa, reumatismi infiammatori non in fase acuta), nella riabilitazione post-chirurgica (protesi d’anca, ginocchio, caviglia, interventi alla spalla, ai legamenti del ginocchio, ecc.), nella riabilitazione sportiva, nei disordini dell’equilibrio, negli esiti di patologie del sistema nervoso centrale e periferico.

Le principali controindicazioni sono rappresentate dalle patologie infettive in fase acuta, da gravi cardiopatie e insufficienza respiratoria marcata, da incontinenza sfinterica, da connettiviti in fase acuta (artrite reumatoide, psoriasica, spondiloartriti, ecc.).

I trattamenti termali tradizionali sono una valida integrazione nei programmi riabilitativi, in particolare riguardo a: patologie croniche e post-chirurgiche delle vie respiratorie e dell’orecchio medio, malattie reumatiche e ortopediche, patologie del cavo orale, esiti patologie pelviche femminili, cheloidi e altre cicatrici post-chirurgiche, patologie degli arti inferiori con necessità di ginnastica vascolare, stress psico-fisici.

Roberto Conigliaro
Specialista in Idrologia medica
Direttore sanitario delle Terme dei Papi di Viterbo

 


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28 giugno, 2015

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