Viterbo – La fisioterapia in acqua termale (crenochinesiterapia) è una rieducazione motoria in un ambiente acquatico svolta da un fisioterapista.
La riabilitazione avviene in una piscina ad accesso facilitato, riservata e confortevole. Il paziente svolge il suo programma sotto la guida e l’assistenza di un fisioterapista specializzato, il quale impiega tecniche basate sullo sfruttamento delle proprietà dell’acqua: galleggiamento, spinta, resistenza.
Tali proprietà consentono di poter eseguire esercizi di mobilizzazione in condizioni di ridotta gravità, con minor dolore e più facilità di esecuzione del movimento. Il naturale potere curativo dell’acqua termale aggiunge valore soprattutto in presenza di malattie reumatologiche, ortopediche e neuromuscolari.
Il calore dell’acqua termale interrompe il circolo vizioso dolore/contrattura con un diretto effetto analgesico e miorilassante. Queste proprietà uniche e la resistenza dell’acqua durante gli esercizi permettono di mantenere o migliorare: la funzione articolare, l’equilibrio, la coordinazione, l’agilità, la postura, l’elasticità, l’andatura, il rilassamento e la forza muscolare, la resistenza allo sforzo, la capacità aerobica. Nei pazienti che hanno difficoltà negli esercizi a terra, la terapia in acqua dà conforto e sicurezza, con una riduzione certa dei tempi di ricupero funzionale.
La crenochinesiterapia è indicata in molte malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (artrosi, lombosciatalgia in fase subacuta o cronica, dolori fibromialgici, dolori muscolo-tensivi, spalla dolorosa, reumatismi infiammatori non in fase acuta), nella riabilitazione post-chirurgica (protesi d’anca, ginocchio, caviglia, interventi alla spalla, ai legamenti del ginocchio, ecc.), nella riabilitazione sportiva, nei disordini dell’equilibrio, negli esiti di patologie del sistema nervoso centrale e periferico.
Le principali controindicazioni sono rappresentate dalle patologie infettive in fase acuta, da gravi cardiopatie e insufficienza respiratoria marcata, da incontinenza sfinterica, da connettiviti in fase acuta (artrite reumatoide, psoriasica, spondiloartriti, ecc.).
I trattamenti termali tradizionali sono una valida integrazione nei programmi riabilitativi, in particolare riguardo a: patologie croniche e post-chirurgiche delle vie respiratorie e dell’orecchio medio, malattie reumatiche e ortopediche, patologie del cavo orale, esiti patologie pelviche femminili, cheloidi e altre cicatrici post-chirurgiche, patologie degli arti inferiori con necessità di ginnastica vascolare, stress psico-fisici.
Roberto Conigliaro
Specialista in Idrologia medica
Direttore sanitario delle Terme dei Papi di Viterbo
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