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Viterbo - Economia - Così il direttore Mauro Barlozzini

“Scompare l’Ascom”

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Mauro Barlozzini

Mauro Barlozzini 

Viterbo – “Scompare l’Ascom”.

Prima la Confcommercio nazionale che aveva da tempo ritirato le insegne da Viterbo e ora l’Ascom che, a fine mese, chiude i battenti. Ne dà notizia il direttore Mauro Barlozzini.

Scompare dunque una delle realtà associative del territorio che però dovrebbe rinascere sotto una nuova forma.

“Ci facciamo da parte – dice Barlozzini – perché, sul territorio, non ci possono essere due realtà della stessa matrice. Si tratta di una fase di transizione necessaria per favorire l’apertura di una nuova Confcommercio, con la benedizione dai vertici nazionali, con cui, noi, invece, avevamo rotto lo scorso anno”.

L’esperienza può dirsi conclusa. “Sono in contatto con Roma, ma non ho un’idea precisa di quale potrà essere l’organigramma della nuova realtà su Viterbo di cui non farò, comunque, il direttore, ma che dovrebbero riassorbire i dipendenti attuali. Noi già, in passato, avevamo manifestato l’esigenza di fare una unica associazione tra Viterbo e Roma e anche quest’utlima si era detta interessata. La decisione spetta ai vertici nazionali. Roma di certo si sta muovendo per creare una base viterbese“.

A incidere di più, alcune scelte gestionali e le conseguenze della recessione. “Da parte mia, c’è rammarico perché non siamo riusciti a creare un dialogo col nazionale. Vorrei però ringraziare chi, sia su Viterbo che su Roma, mi ha dato modo di fare conoscenze e arricchire la mia esperienza. Ho maturato una serie di contatti che non voglio disperdere e che potranno tornare utili nel mondo associativo. In questo momento, però, vogliamo lasciare spazio alla nuova realtà emergente. Una specie di avvicendamento che passa per una chiusura e una riapertura”.

A Viterbo, per Barlozzini, sembra non essersi esaurita. “Le associazioni riflettono l’andamento delle aziende che rappresentano e se una è in crisi, lo è anche l’altra. Inoltre Viterbo, è una provincia che segue il ciclo economico e non lo anticipa, per cui, se qualcuno sfacciatamente dice che c’è un po’ di ripresa, per me, invece ancora non si vede. Si continuano a chiudere le attività, più che ad aprirle e anche per noi era diventato insostenibile restare attivi. La nuova Confcommercio, invece, avrà il sostegno del nazionale, con cui – conclude, noi non siamo riusciti a creare un dialogo. E mi rammarica. IL fatto è che la Confcommercio nazionale non se l’è sentita di aiutare chi c’era già sul territorio, scegliendo di non legarsi al passato per rilanciare un soggetto nuovo al cento per cento”.


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18 giugno, 2015

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