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Politica - II tesoriere Livio Grillo se la prende con Michelini, che ha contribuito a far eleggere, e con Mazzola

Sel attacca il Pd e fa autocritica…

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Mauro Mazzola

Mauro Mazzola 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’€™esperienza dell’€™amministrazione viterbese e delle recenti elezioni provinciali ci segnala due dati fondamentali: che la guerra tra bande interne al Pd ha completamente preso in ostaggio la politica viterbese e la necessità di ripensare completamente il concetto di €œsinistra€, nella Tuscia come in Italia.

Assistiamo da mesi ad una lenta guerra di logoramento all’€™interno dell’€™amministrazione che abbiamo contribuito, come Sel, a far vincere, perché convinti fosse un progetto in grado di dare una scossa all’€™immobilismo che attanaglia da anni la politica viterbese.

Pensavamo fosse possibile, ma ci siamo resi conto, con il passare di mesi, che le sabbie mobili di palazzo dei Priori avevano bloccato la corsa di molti compagni di viaggio che avevamo contribuito ad eleggere.

Dovevamo farci sentire, sempre, con forza e tenacia sui temi veri che attengono alla capacità  di far di un’€™amministrazione, un’€™amministrazione che è in grado di cambiare e migliorare le cose.

Invece non è andata così, sul tema dell’€™acqua ci siamo accomodati per timore dei famosi equilibri interni, sul tema dei diritti non siamo stati in grado di andare oltre la nostra bandiera e di farci portatori di qualcosa di diverso, insomma, abbiamo preferito la sicurezza di un posto nella maggioranza del palazzo, invece che essere maggioranza nella città.

L’€™unica tematica che abbiamo portato avanti con competenza e chiarezza è rimasta la questione ambientale, grazie al sapiente lavoro di studio e approfondimento che Umberto Cinalli ha messo in campo per tutto questo tempo.

Ma fortunatamente, a mio giudizio, sono arrivate le elezioni provinciali a mettere fine a questa situazione incomprensibile e insostenibile. La presentazione di una lista “€œnostra”€, che ha escluso da subito l’€™appoggio al peggior candidato esprimibile per la carica di presidente della provincia e ha tracciato una linea netta priva di ogni ambiguità; acqua pubblica senza tentennamenti e la denuncia dello scempio che si sta perpetrando nella zona litoranea con la costruzione dell’€™Autostrada Tirrenica. Perché, per esempio, non mettere tra le priorità il raddoppio della linea ferroviaria, almeno fino a Bracciano, per cercare di rendere più agevole la vita alle migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano a Roma?

Tra “Mafia Capitale” e “Vento di maestrale”, tra arresti e l’espansione della criminalità  organizzata, abbiamo da un lato il sindaco impegnato nella sua personalissima via crucis, in parrocchie sempre più vuote e un consiglio comunale ostaggio di una discussione che si trascina da mesi, l’elezione del presidente.

Sinceramente, non penso che ci meritiamo di assistere a questo teatrino desolante.

Con tutti i difetti che possiamo avere, e ce ne abbiamo, siamo stati gli unici a tentare di riportare l’€™interesse di quelle elezioni sui temi concreti, sulla vita delle persone e del nostro territorio.

Gli unici. Abbiamo deciso tutti insieme e così abbiamo fatto, in maniera chiara e trasparente, per uscire da quei giochi di palazzo conosciuti solo chi li frequenta e nessuno di noi ha queste frequentazioni, il tutto mascherato sotto l’€™onnipresente copertura dell’€™operazione civica.

Noi non viviamo di politica, la facciamo per passione e perché crediamo in qualcosa che va oltre il soddisfare le voglie di qualche potente locale in attesa di ricevere un qualsivoglia tornaconto.

Non abbiamo più voglia di ricevere lezioni di politica da chi l’€™ha manovrata per decenni e che poi si permette di pontificare sul fatto che noi avremmo creato delle macerie. A noi le macerie ce le hanno lasciate, proprio in mezzo ai piedi e per ricostruire qualcosa di presentabile qualche viaggio in discarica bisogna pur farlo. Abbiamo la necessità di costruire una narrazione nuova, che richiede anche facce e persone nuove, fuori da quelle tristissime riunioni in stanze grigie a discutere per ore sul sesso degli angeli per poi accorgerci che fuori il mondo va in tutt’altra direzione.

Noi ci stiamo provando, e se falliremo sapremo con chi prendercela, ma per favore non veniteci a fare la paternale, non ne abbiamo proprio bisogno. Abbiamo bisogno di gente entusiasta, allegra e che sappia parlare con la prima persona che passa per strada. Da qui passa la speranza, per dare un senso a questa storia.

Livio Grillo
Tesoriere Sel Tuscia


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25 giugno, 2015

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