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Cronaca - E' la proposta avanzata dal presidente di Federterme Costanzo Jannotti Pecci al “Meeting per lo sviluppo della Tuscia”

Un tavolo per la promozione e la crescita di Viterbo termale

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Costanzo Jannotti Pecci, Vincenzo D'Urbano, Simonetta Badini e Corrado Passera

Costanzo Jannotti Pecci, Vincenzo D’Urbano, Simonetta Badini e Corrado Passera

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Un tavolo per la promozione e la crescita di Viterbo e della Tuscia come territorio termale.

E’ la proposta avanzata al “Meeting per lo sviluppo della Tuscia” svoltosi a Viterbo, il 16 giugno, per iniziativa di Italia Unica.

Il termalismo nel nostro Paese è una delle componenti maggiormente radicate nel vivo del patrimonio turistico, culturale e storico – oltre che in quello sanitario; termalismo e crescita territoriale sono una equazione perfettamente dimostrata ed il territorio della Tuscia viterbese, ricco di acque minerali e termali provenienti da un unico bacino idrotermale, ha favorito la nascita di un’industria termale di consolidata reputazione terapeutica.

La crescita ulteriore è potenzialmente possibile ma richiede alcuni requisiti: la definizione di una strategia per l’industria termale; la tutela rigorosa dell’ acqua termale perché come tutte le risorse naturali è limitata; il contrasto e la sanzione dei pozzi/prelievi abusivi di acqua; la collaborazione tra pubblico e privato; la condivisione di progetti condivisi sul territorio.

La Tuscia presenta un mix di risorse naturali, artistico – culturali ed imprenditoriali per la crescita ma bisogna garantire regolari condizioni di funzionamento e crescita delle iniziative in atto, come le rinomate Terme dei Papi, e favorire la nascita di nuove iniziative con le condizioni di contesto necessarie a partire dal recupero delle “Terme dei lavoratori” dismesse ben 21 anni fa da Inps.

I problemi della tutela delle risorse termali per garantire la loro utilizzazione sostenibile sono comuni a molte aree del Paese come dimostra la presentazione di una mozione parlamentare specifica che descrive i colli di bottiglia che limitano la crescita dell’industria termale e indica al governo le misure appropriate da adottare in tempi brevi.

In tale quadro Federterme propone un tavolo con tutti i portatori d’interesse per definire una strategia di crescita con la collaborazione di pubblico e privato.

Costanzo Jannotti Pecci
Presidente Federterme Confindustria


La Federterme, costituita nel 1919, è l’unica associazione rappresentativa delle imprese dell’industria idrominerale e termale italiana e conta 378 stabilimenti distribuiti in 20 regioni e 170 comuni, occupando oltre 60.000 addetti – tra quelli diretti e quanti lavorano nell’indotto – e producendo un fatturato annuo diretto di 800 milioni di euro circa, che arriva a più di 1,5 miliardi di euro, considerando i servizi ad esso correlati (alberghiero, ristorazione, commercio, e così via).

Le località termali rappresentano un asset rilevante per il sistema turistico nazionale (pari a circa il 5 per cento del turismo italiano) in grado di favorire significativi processi di destagionalizzazione attraverso la combinazione di fattori quali la consolidata tradizione di cura, l’offerta di “benessere termale” ed i vari attrattori di cui i territori termali sono normalmente dotati; in questo quadro, il termalismo rappresenta una risorsa determinante per vaste aree del Paese e in alcuni casi l’unica risorsa economica ed occupazionale.

 


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19 giugno, 2015

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