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Politica - Così Giuseppe Fioroni in una lettera inviata al Corriere della sera

“Teoria gender, la politica si interroghi sul significato di tanta partecipazione”

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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Viterbo – “Riforma scuola e teoria gender, la politica si interroghi sul significato di tanta partecipazione”.

Così l’ex ministro Giuseppe Fioroni in una lettera inviata al Corriere della sera. Fioroni sottolinea come il punto non sia l’essere a favore o l’essere contro, ma interrogarsi sul significato di tanta partecipazione sul tema.

“A distanza di giorni  – scrive Fioroni – il family day continua ad alimentare il dibattito. Il problema però non è essere a favore o contro: ognuno può coltivare un suo legittimo punto di vista. È necessario tuttavia che la politica si interroghi sul significato di tanta spontanea e vasta partecipazione.

Non basta tenere sottotono il messaggio di quella piazza, occorre interpretarlo e capirlo in maniera corretta. A San Giovanni è risuonata la critica alla radicalizzazione ideologica che porta a dare per scontato il superamento del dato naturale della distinzione sessuale. La teoria del gender necessita una profonda riflessione perché suscita allarme non solo tra i cattolici, né tra gli uomini e le donne che seguono una religione diversa, ma anche tra quanti avvertono la necessitàdi difendere l’integrità di una visione umanista”.

L’ex ministro va poi nel dettaglio ad analizzare l’insegnamento gender nelle scuole.

“Non si può sottovalutare l’allarme diffuso – si legge ancora – , forte in tante pieghe della società, che l’insegnamento gender nelle scuole è cosa diversa dalla lotta alla discriminazione e ad ogni forma di intolleranza. Si rischia di fare scelte che vanno oltre la soglia del buonsenso condiviso nel Paese. Le famiglie sono disorientate, iniziano a esprimere un profondo disagio: un conto è garantire la tutela dei diritti, altra cosa l’esasperazione ideologica.

Raccogliere questa istanza che ha in sé il rispetto della natura umana – il rispetto medesimo che il Papa invoca per la natura in quanto tale – vale come argine alle contrapposizioni ideologiche che rischiano di cancellare la cultura del dialogo e della mediazione alta. Dobbiamo sforzarci affinché, anche in questo passaggio parlamentare sulla codificazione dei diritti delle unioni civili, si parli il linguaggio del confronto sereno e responsabile senza introdurre elementi ingiustificati di divisione e di conflitto.

Sono fiducioso  – conclude Giuseppe Fioroni – che il buono – ed è molto – racchiuso nella manifestazione di sabato possa trovare accoglienza nel lavoro di sintesi che spetta anzitutto a una forza a vocazione e impianto popolare come il Partito democratico. Se non facessimo tutto ciò, non potremmo mai perdonarci di aver regalato quella moltitudine di donne e di uomini ad una destra che solo strumentalmente finge di sostenerla”.


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27 giugno, 2015

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