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Viterbo - Lo spettacolo si terrà il 13 giugno alle 21 e il 14 giugno alle 18

“La tredicesima notte” in scena al Mat

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La tredicesima notte

La tredicesima notte

La tredicesima notte

La tredicesima notte

La tredicesima notte

La tredicesima notte

Viterbo – Sabato 13 e domenica 14 giugno al teatro Mat si terrà lo spettacolo teatrale “La tredicesima notte” della compagnia romana Klesidra, che porta nella città dei papi un’interpretazione di Shakespeare.

La regista, Imogen Kusch, è nata a Roma da genitori tedeschi, ha studiato a Londra e, una volta tornata in Italia, ha fondato la compagnia Klesidra insieme ad un gruppo di attori romani.

Il gruppo ha lavorato molto all’estero, ottenendo persino riconoscimenti dalla Ue, che ha anche finanziato tre progetti in collaborazione con partner inglesi, svedesi, austriaci, estoni e rumeni. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito klesidra.org.

Lo spettacolo si terrà il 13 giugno alle 21 e il 14 giugno alle 18 al teatro Mat in Via del Ganfione 16/18 ( traversa di Via San Lorenzo) a Viterbo. Per le prenotazioni si può scrivere all’indirizzo email: matviterbo@gmail.com


La tredicesima notte

Regia: Imogen Kusch

Re Lear: Raffaella d’Avella

Iago: Paolo Di Giorgio

Gonerill: Maria Borgese

Riccardo III: Marta Iacopini

Ermione: Silvia Mazzotta

Macbeth: Giorgio Santangelo

Rosalinda: Francesca Olivi

Amleto: Beniamino Zannoni

Musiche: Sergio Ferrari/Andrea Mieli/Valentina Criscimanni

Produzione: Klesidra

Note di regia

8 personaggi in fuga… l’unico linguaggio che conoscono è quello proveniente dalle loro tragedie e l’unica cosa che hanno in comune è il loro creatore: William Shakespeare. “La tredicesima notte” nasce dall’esigenza di raccontare una condizione umana  che in ogni secolo si ripete e si ripropone in mille forme e manifestazioni: il rifugiato, il profugo, colui che lascia il suo ambiente naturale e familiare per causa di forza maggiore ed è costretto ad entrare in un limbo dove il passato non c’è più, è stato spazzato via e il futuro è solo un’idea alquanto sfocata. Mettere in questa condizione 8 personaggi di Shakespeare è una scelta fatta per amore. I personaggi di Shakespeare sono sempre pronti a capovolgere il bene e il male e a disorientare l’animo  che ha già fatto le sue scelte etico-morali. E così diventano umani e contemporanei proprio per la loro infinita capacità di indagare la propria psiche e diventare filosofi per necessità. Durante il nostro lavoro di prove e ricerca ci è diventato sempre più chiaro che stavamo raccontando anche la nostra storia, quella di un gruppo di teatranti che sentono di non avere più uno spazio in questo mondo e che culturalmente e socialmente vivono, se non da rifugiati, comunque da emarginati. L’esserci autoimposti di usare solo le parole di Shakespeare ci ha permesso di fare un lavoro di comprensione profonda, mirata comunque sempre alla performance di quelle parole. Solo noi stessi siamo in grado di illuminarci… è per questo che lo spettacolo è interamente illuminato da dentro: sono i personaggi che danno luce al sogno/incubo notturno di un gruppo di attori e di una regista innamorata di Shakespeare e, malgrado tutto, del teatro.

Imogen Kusch


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12 giugno, 2015

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