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Viterbo - Il segretario della Uil fa i conti della Tasi e dell'Imu

Turchetti: “Domani gli italiani sborseranno 12 miliardi”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo – “Dodici miliardi di euro, di cui 1,8 miliardi per la prima casa. È quanto sborseranno gli italiani domani per il pagamento dell’acconto Tasi e Imu. Per l’esattezza, 9,7 miliardi per l’Imu e 2,3 per la Tasi”. A renderlo noto è Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo sulla base dei dati II Rapporto su Imu e Tasi elaborato dalla Uil servizio politiche territoriali.

“La prima rata – prosegue Turchetti – riguarderà 19,7 milioni di proprietari di prima casa e 25 milioni di proprietari di altri immobili. Il costo medio della Tasi sarà di 180 euro medi, ma se si prendono a riferimento le sole città capoluogo l’importo sale a 230 euro medi con punte di 403 euro. I viterbesi pagheranno in media 221 euro con un acconto di 111. Cifre decisamente più alte per quanto riguarda l’acconto Imu sulle seconde case: il costo medio in questo caso è di 866 euro di cui 433 euro da pagare con l’acconto di giugno, con punte di 2.028 euro a Roma, 1.828 a Milano, 1.792 a Torino e 1.748 a Bologna. Infine – sottolinea Turchetti – la media dell’aliquota applicata dai 107 capoluoghi di provincia si consolida al 2,65 per mille (superiore all’aliquota massima ‘ordinaria’), seppur ‘addolcita’ dalle singole detrazioni introdotte dai singoli Comuni”.

“Ad oggi – spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil – è difficile fare delle proiezioni per capire se nel 2015 con la Tai la pressione fiscale delle famiglie, rispetto al 2014, aumenterà. Molto dipende se il Governo centrale confermerà o meno per quest’anno i 625 milioni di euro di trasferimenti ai Comuni quale ‘ristoro’ Imu-Tasi. Inoltre già da adesso il Governo ha annunciato che nel 2016 si cambierà nuovamente il modello di tassazione degli immobili, con l’introduzione della Local Tax, ma la nostra impressione è che si cambiano i nomi, non la sostanza. Se davvero il Governo vuole riformare il fisco comunale – conclude Loy – abbia il coraggio quantomeno di andare verso il vero superamento e non l’accentramento delle addizionali comunali Irpef, che colpiscono direttamente il reddito dei lavoratori dipendenti e pensionati. E’ questa la riforma che ci aspettiamo”.


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15 giugno, 2015

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