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Cronaca - La proposta dell'architetto Antonio Lisoni

“Tutela del lago di Bolsena, provincia si faccia promotrice per un incontro”

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Bolsena

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Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo –  Certamente il futuro richiede, da parte della Regione Lazio, dello Stato italiano, e della Comunità europea, la fine dei finanziamenti a pioggia e la concentrazione delle risorse disponibili su progetti d’ampio respiro e valorizzazione, che sia in grado di far riacquistare la competitività della nostra Regione, valutando il potenziale turistico e ambientale del nostro territorio.

Ciò potrebbe prevedersi nella mia modesta proposta di progetto del Lago di Bolsena che trova la disponibilità d’alcuni amministratori dell’alto viterbese e degli operatori turistici e agricoli.

Oggi è ancora più credibile, poiché si parla di modifiche alla L. R. n. 38/99, conosciuta ai più, come “Norme sul governo del territorio” ma che prevede soprattutto la “tutela e recupero degli insediamenti urbani storici” e in particolare del Piano territoriale di Coordinamento provinciale che dovrà appunto prevedere lo sviluppo per una rapida ed effettiva crescita della nostra provincia.

Ancora una volta rivolgo appello da cittadino del lago, da tecnico e soprattutto da ex amministratore del comune di Marta, per una riflessione e una considerazione, la quale mi auguro possano essere di contributo, seppur modesto, per un nuovo approfondimento da parte del presidente dell’amministrazione provinciale e dell’assessore competente, ma soprattutto dagli amministratori regionali.

I legami funzionali e strutturali che connettono le varie parti di un insieme, gli elementi che lo costituiscono e i processi relazionali che in esso avvengono, prevedono la conoscenza di specifiche competenze, esse siano ecologiche, estetiche, ambientali, storiche, tecniche, scientifiche o urbanistiche, tutti indispensabili per salvaguardare e tutelare, nella propria unitarietà e diversità, il territorio del comprensorio del lago di Bolsena.

La crescente e diffusa sensibilità nei confronti del paesaggio e soprattutto della qualità degli ambienti per la vita, la necessità di trovare forme d’incentivazione turistica e soprattutto occupazionale, rende indispensabile e opportuno definire un “progetto” per un settore, troppo a lungo incompreso, con i vari temi da affrontare per un ambito turistico-paesaggistico importante per lo sviluppo dell’intero territorio dell’alto Lazio.

Considerando poi che durante la presente legislatura regionale, saranno diminuite alle amministrazioni provinciali alcune deleghe e avendo constatato che parte degli amministratori locali ritiene urgente e indispensabile intervenire nel settore della pianificazione paesistica, è più che mai indispensabile promuovere un’attività di ricerca e programmazione da svolgere in rapporto ai vari aspetti del territorio, complesso e dinamico, al fine della gestione unitaria del turismo e del paesaggio.

Lo sviluppo urbanistico – turistico – ambientale del nostro territorio, è ormai divenuto non solo necessario ma pressante e indifferibile; è quindi fondamentale intervenire tempestivamente, affinché la crescita dell’alto viterbese, trovi una sollecita e corretta fattibilità.

Ciò potrebbe avvenire tramite un Programma Integrato d’intervento (art.16 L. 179/92), strumento urbanistico flessibile e basato sull’incontro delle volontà pubblico-privato per una riqualificazione territoriale.

Tutto questo potrebbe essere pensabile, tramite la redazione di un Piano urbanistico, indispensabile al fine di poter procedere con eventuali progettazioni d’opere pubbliche che interessino direttamente il turismo e il paesaggio; piano che sarà proiettato a verificare tutte le potenzialità della nostra zona tramite una riqualificazione territoriale, in altre parole un miglioramento efficace che si presenti in seguito sull’intero territorio provinciale.

Tutelando le bellezze paesaggistiche e ambientali che si riscontrano intorno al lago di Bolsena, con le sue isole e i paesi contermini, la proposta prevede l’elaborazione e la trascrizione di norme per il futuro della nostra zona.

Quanto detto al fine di una più corretta gestione del territorio, prevedendo anche incentivi urbanistici ricreativi e soprattutto coinvolgendo tutte le sinergie esistenti nei nostri centri, facendo implodere nello stesso tempo, le intelligenze imprenditoriali e culturali esistenti tra le popolazioni.

Occupandosi delle capacità fondamentali a operare sia negli spazi della quotidianità, sia in paesi con i diversi problemi, caratteri e valori paesaggistici, tramite la conoscenza e coscienza, vissuta e costante, ci si può permettere di valutare il programma urbanistico–turistico–ambientale, cercando di cogliere tutte le propositività presenti nel territorio.

Nell’evidenziare le grosse potenzialità esistenti nei singoli comuni e nel territorio comprensoriale, si possono prevedere due tipologie d’intervento: l’una conservativa, l’altra operativa. L’intervento conservativo dovrà essere riferito sicuramente al recupero, alla valorizzazione e tutela dell’habitat oltrechè al riuso dei centri storici dei singoli paesi, oggi pressoché disabitati.

L’intervento operativo e produttivo sarà quello di verificare l’opportunità che offrono i centri storici dei paesi circumlacuali tracciando in maniera rigorosa e obiettiva un profilo dei punti di forza e delle mancanze del settore turistico locale, evidenziando le informazioni derivanti dall’analisi dell’offerta disponibile, confrontando le indagini della domanda, delle tendenze e dell’offerta al fine di individuare le eventuali mancanze del territorio e le opportunità del relativo mercato.

Con riferimento a quanto sopra detto, il confronto ultimo degli elementi principali, punti di forza-carenze e opportunità-rischi, ci permetterà di definire un metodo sicuramente positivo e propositivo per il comprensorio.

Oggi, quasi tutte le abitazioni ubicate nei centri storici sono poco fruibili; riconvertendo queste unità immobiliari con destinazioni d’uso appropriate (tante sono e potrebbero essere le ipotesi, una tra tutte l’albergo aperto orizzontale), potrebbe esserci nuova occupazione e soprattutto impulso al turismo, anche valorizzando i beni culturali e artistici presenti nel territorio (basti pensare all’Isola Bisentina con la chiesa del Vignola e all’isola Martana con i resti del Castello di Amalasunta, figlia di Teodorico re dei Goti, oltre alle varie Rocche dei Farnese dislocate nei Comuni contigui).

Quello operativo è riferibile alla programmazione di nuove strutture, necessarie allo sviluppo del territorio, con interventi di pianificazione e verifica delle infrastrutture viarie con aree destinate al programma territoriale di recupero, di ripopolamento ittico, faunistico e floreale e sopratutto con zone turistico tipo aree di distensione e diletto.

Per realizzare questo nuovo tipo di ospitalità, in grado di ripercuotersi positivamente anche in termini d’indotto di nuova occupazione, soprattutto tra i giovani e le donne, saranno necessari una semplificazione amministrativa, oltre ad una formazione in grado di garantire il livello di qualità delle prestazioni che si andranno a erogare, quali servizi a supporto dell’avvio di nuova impresa, con facilità di accesso ai Fondi Europei: quindi, c’è necessità di fare sistema per diventare davvero una locomotiva in grado di trainare l’intera economia dell’alto viterbese e accelerarne lo sviluppo.

La strategia che si andrà ad attuare dovrà essere attiva e propositiva, cercando di superare gli attuali vincoli e gestendoli in forma corretta, senza subire l’iniziativa dall’esterno, cercando anche di inventariare le esistenti possibilità, evitando anche il distorto uso delle acque e inquadrando la proposta da intraprendere in una strategia complessiva, progettando e operando per tutti.

Dovremmo diventare quindi, con un minimo d’orgoglio, il territorio dalle immense bellezze e dalle infinite risorse.

Queste sono le problematiche che i nostri Sindaci e gli amministratori provinciali e regionali, dovrebbero discutere, per un migliore e corretto uso del territorio, costituendo se necessario un gruppo di lavoro intercomunale e provinciale.

Tutte queste problematiche, raccolte in un piano di settore integrato, utilizzato per decidere cosa fare in una determinata porzione del territorio provinciale superando la rigidità dei vari Prg e per migliorare aree degradate del territorio, potrebbero essere il collante che unisce coloro che, amministratori o amministrati, abbiano a cuore la crescita del nostro territorio e anche della provincia di Viterbo.

La presente per richiedere alla provincia di Viterbo di farsi promotrice per un incontro degli amministratori dell’area che si riferisce al Comprensorio, onde esaminare l’opportunità per l’elaborazione di un Piano attinente la “Valorizzazione per la tutela turistica e ambientale del lago di Bolsena”.

Architetto Antonio Lisoni

 

 

 

 

 


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17 giugno, 2015

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