Viterbo – “Viterbese? La regalo a chi la vuole…”.
Inutile chiedere, inutile insistere, inutile pregare. Piero Camilli si è stancato e il suo addio è più che definitivo. Il patron della Viterbese Castrense mette la parola fine all’avventura in cui due anni fa si era imbarcato insieme al figlio Vincenzo, presidente a tutti gli effetti della società.
La decisione, almeno stando alle sue parole, non ha nulla a che vedere con i risultati raggiunti della squadra. E neanche, pare, con quelli non raggiunti. Insomma il fatto che i Gialloblù si siano fermati ai quarti dei playoff per la Lega Pro sembra non essere stato decisivo.
“Lo avevo annunciato già alcune settimane fa – ci tiene a precisare Piero Camilli – e adesso resto semplicemente della mia idea. Aver perso la partita di domenica con il Taranto non mi interessa, tanto avevo già deciso”.
Quanto ai motivi il patron resta molto abbottonato. Tranne lanciare qualche frecciatina…
“Non mi va di fare polemica adesso, tanto le carte in tavola non cambierebbero – continua -. Di certo posso dire che noi abbiamo fatto il possibile e anche di più. Abbiamo preso una squadra dal nulla e con due anni l’abbiamo fatta arrivare a un passo dalla Lega Pro. Abbiamo riportato il calcio a Viterbo, regalando emozioni che i tifosi si erano quasi dimenticati. Eppure le incomprensioni non sono mancate. C’è altro da aggiungere? Non credo…”.
I motivi, comunque, non sarebbero da cercare a palazzo dei Priori.
“Lascio perché voglio lasciare – chiosa senza mezzi termini Camilli -. Mi sono stancato e lascio. Non è colpa di nessuno. Anche io ho i miei problemi imprenditoriali e n0n mi va più di stare in questo mondo. Se qualcuno la vuole, questa Viterbese, la regalo. Tanto non mi interessa”.
Francesca Buzzi
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