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Viterbo - Polizia - Quattro colpi in 20 giorni - Il capo della squadra mobile: "Non vi fidate di chi si spaccia per forze dell'ordine"

Anziani truffati per trentamila euro

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Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione e il vicequestore aggiunto Tiziana Cencioni

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione e il vicequestore aggiunto Tiziana Cencioni

Il capo della squadra mobile Zampaglione

Il capo della squadra mobile Zampaglione

Il capo di gabinetti e vicequestore aggiunto Cencioni mostra il vademecum sulle truffe agli anziani

Il capo di gabinetti e vicequestore aggiunto Cencioni mostra il vademecum sulle truffe agli anziani

Il vademecum sulle truffe agli anziani

Il vademecum sulle truffe agli anziani

Viterbo – Prima li studiano, poi colpiscono.

Si informano sull’anziano e gli telefonano a casa, spacciandosi per carabinieri o poliziotti: gli dicono che la figlia ha avuto un incidente, è stata trattenuta e non sarà rilasciata finché non pagheranno una cauzione. E loro pagano (video).

E’ˆ la nuova frontiera delle truffe agli anziani. Dopo le seducenti ragazze straniere ‘armate’ di sonnifero, per svaligiare le case indisturbate, arrivano i finti poliziotti, avvocati e carabinieri.

Quattro raggiri in venti giorni, per un ammontare di 25-30mila euro.

Le vittime sono almeno ultrasessantacinquenni. Categoria a rischio, soprattutto d’estate, quando restano soli a casa e sono più vulnerabili che mai.

I truffatori li studiano e li seguono per non farsi trovare impreparati. Dei malcapitati sanno tutto: se sono soli in casa, se hanno parenti, dove abitano. Un pacchetto ben confezionato per andare sempre a colpo sicuro.

La polizia si raccomanda: “Non gli credete – afferma il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione, rivolgendosi direttamente agli anziani -. Chiunque riceve telefonate di questo tipo o viene fermato per strada da soggetti che si spacciano per poliziotti o carabinieri, deve chiamare subito in questura o in caserma per avere conferma. Solo così si può arginare questo fenomeno allarmante”.

A volte, dopo la telefonata del carabiniere o poliziotto arriva quella dell’avvocato, per ribadire l’identica richiesta di soldi o preziosi. In altri casi i sedicenti avvocati si presentano in casa delle vittime in giacca, cravatta e aria spavalda. Csì sicuri da far cedere gli anziani all’istante, facendo leva sui loro punti deboli: la preoccupazione e l’affetto per i figli.

Il capo di gabinetto Tiziana Cencioni, vicequestore aggiunto, invita a tenere alta la guardia: “Non è questo il tipo di approccio delle forze dell’ordine o degli avvocati – ricorda -. Certo, può capitare che carabinieri o polizia si presentino a casa per una notifica, ma non chiedono mai soldi e, in ogni caso, devono esibire un tesserino. In generale è sempre bene non fidarsi. Telefonare a 112 o 113 per sapere se si è in presenza di veri operatori delle forze dell’ordine e solo in quel caso aprire la porta”.

Stesso discorso per agenti dell’Enel o personale della Asl: “Non aprite – continuano i poliziotti -. L’Enel e la Asl mandano avvisi condominiali. Non bussano da un giorno all’altro alla porta di casa”.

A volte, i truffatori telefonici restavano in linea, bloccando il telefono di casa dell’anziano che, in tal modo, isolato, non poteva contattare nessuno. In questi casi, la polizia consiglia di prendere tempo e chiamare il 112 o il 113 da un’altra utenza: un cellulare o il telefono di un vicino di casa.

Fondamentale è anche non dare confidenza agli sconosciuti. “Riteniamo che i truffatori facciano leva anche sul bisogno di compagnia degli anziani, ancora più soli d’estate – continua Zampaglione -. E’ possibile che avvicinino prima le loro vittime per prendere informazioni, per esempio su come si chiamano o sulla loro famiglia. Mai raccontare a sconosciuti fatti della propria vita personale. Potrebbero approfittarne”.

Intanto, le indagini continuano per mettere ancora più a fuoco il modus operandi di quella che sembra essere una banda di almeno tre persone. Gli agenti stanno confrontando i vari casi, a caccia di indizi che li portino dritti ai truffatori.

Sul fronte della prevenzione, la polizia ha stilato un protocollo d’intesa in collaborazione con l’associazione anziani di Confartigianato.

Ulteriori informazioni si possono trovare sul vademecum del ministero dell’Interno: un opuscolo su come riconoscere i truffatori e non cadere nella trappola.

L’altra iniziativa è la serie di incontri degli anziani con il vicequestore aggiunto Cencioni, a partire da agosto. Per sapere tutto ciò che c’è da sapere su come difendersi.


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24 luglio, 2015

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