Viterbo – (g.f.) – “A Viterbo c’è acqua per aprire altri cinque stabilimenti oltre ai due già esistenti”.
Parola di Fausto Sensi, gestore delle Terme dei Papi.
Si torna a parlare di termalismo. Ieri davanti allo stabilimento ex Inps, simbolo di quanto in città l’argomento sia molto praticato a parole e poco nei fatti, sit in di Solidarietà cittadina e Pd, zona Piazza democratica.
Il gestore della struttura comunale ha preso parte all’incontro.
Parlando non solo dello stabilimento dei Papi, ma pure di come il settore in città possa svilupparsi.
“Di acqua – osserva Fausto Sensi – ce n’è per altri cinque impianti oltre ai due esistenti.
Più strutture significherebbero un’organizzazione più radicata e forte, incremento al turismo e maggiori possibilità per tutti”.
Ci sarebbe acqua per cinque, ma oggi non c’è. Se già quello comunale ha dovuto ridurre le prestazioni con i fanghi per la diminuzione della portata.
“L’acqua c’è – dice Sensi – ma non la vogliono trovare. Esistono 107 pozzi abusivi censiti. E’ inutile parlare di termalismo. Quelli vanno chiusi tutti”.
Sensi punta il dito contro l’amministrazione comunale. Non solo l’ultima evidentemente.
“La responsabilità per questo stato di cose è del comune. C’è stato nel 1988 uno studio in cui sono stati censiti ottanta pozzi abusivi nel raggio di due chilometri e 400 metri dalla callara.
Parliamo del 1988, noi ancora non c’eravamo. Poi nel 2013 il numero è salito a oltre cento.
Va trovata una soluzione, come per l’acqua delle Zitelle. O la danno a qualcuno o va chiuso”.
Invece si lascia disperdere nei campi una risorsa preziosa.
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