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Viterbo - Decine di migliaia di visitatori - La seconda edizione della manifestazione, all'interno di Caffeina, chiude in bellezza

Slow food village, 150 eventi in nove giorni

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Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Slow food village a piazza dei Caduti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Bilancio positivo per la seconda edizione della manifestazione Slow food village organizzata da Slow food Viterbo che ha portato in una delle piazze più grandi produttori, cuochi, educatori, sommelier, esperti di enogastronomia, docenti universitari, scrittori, giornalisti, rappresentanti istituzionali e dirigenti regionali e nazionali di Slow food per condividere, sperimentare, scoprire e gustare i cibi buoni, puliti e giusti (fotogalleryslide).

Il premio consegnato a Italo Arieti, il massimo esperto di enogastronomia della Tuscia è stato il momento più emozionante dello Slow food village, la manifestazione organizzata da Slow food Viterbo dal 26 giugno al 5 luglio in piazza dei Caduti che ha catalizzato la presenza di decine di migliaia di persone.

Un tributo alla persona che più di ogni altro ha dedicato la sua vita a ricercare, valorizzare e promuovere i prodotti e le tradizioni culinarie della provincia recuperando grazie ai suoi libri e contributi un patrimonio che altrimenti rischiava di essere dimenticato.

È stato questo uno degli oltre 150 appuntamenti proposti nell’arco di dieci giorni nella cittadella del cibo buono, pulito e giusto toccando a tutto tondo temi di interesse centrale, secondo un programma ispirato dal titolo “La terra racconta, la terra unisce”. Dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla commercializzazione al consumo.

Proprio i produttori, cuochi, educatori, sommelier, esperti di enogastronomia, dirigenti locali, regionali e nazionali di Slow food, docenti universitari e rappresentanti istituzionali sono stati i protagonisti dello Slow food village, intervenendo agli incontri e testimonianze su agricoltura sociale, biodinamica, familiare e nei paesi in via di sviluppo, narrazione di comunità; ma anche alle degustazioni guidate delle eccellenze enogastronomiche della Tuscia, del Lazio, di Umbria e Toscana e di altre regioni d’Italia fino a raggiungere il Veneto e la Sicilia.

Grande rilevanza hanno poi assunto i momenti didattici come la scuola di cucina e i laboratori per bambini, dedicati alle tipicità, al recupero degli sprechi, all’orto scolastico, all’educazione all’alimentazione, al rapporto sano con il cibo, alla creatività.

Nel corso della manifestazione, inoltre, sono stati lanciati diversi progetti tra cui quello sul pesce di lago, per il quale si sta lavorando all’organizzazione di un evento nel 2016 di rilevanza internazionale nel lago di Bolsena in collaborazione con Slow food Italia; mentre i pescatori dei laghi di Bolsena, Trasimeno e Fondi hanno cucinato per l’occasione le loro specialità. Ma anche il progetto per le scuole “Sapere i sapori”, che sarà realizzato nel prossimo anno scolastico anche all’istituto Fantappiè e quello dei “10.000 orti in Africa”, per il quale è stato lanciato un gemellaggio con Slow food Umbria e il comune di Vasanello per realizzare un orto in Camerun.

Immancabili le presentazioni di libri e perfomance, legate all’enogastronomia e non solo, con autori affermati come Massimo Onofri, il collettivo Lou Palanca, l’economista Leonardo Becchetti e l’esperto del settore ittico Silvestro Greco, il narratore Antonello Ricci, ai quali si sono affiancati scrittori emergenti di piccole case editrici ma estremamente interessanti e già molto seguiti.

E poi il cibo da gustare. Viterbo ha ospitato per dieci giorni una selezione dei migliori street food italiani che ha viste coinvolte sia le eccellenze nazionali provenienti da Sicilia, Abruzzo, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Lazio sia quelle locali con la porchetta di Vallerano. Sempre in tema di tipicità della Tuscia, grande risalto ha assunto l’Enomagnoteca, ovvero l’osteria in piazza. Insieme agli show cooking e alla scuola di cucina, almeno una decina di ristoratori di Viterbo e della provincia si sono alternati proponendo i loro piatti. Mentre l’enoteca e la birroteca hanno proposto una selezione di vini locali e nazionali e di birre artigianali.

Da evidenziare, tra gli ospiti in visita allo Slow food village, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, il presidente di Slow food Italia Nicola Pascale, il patron di Eataly Oscar Farinetti, l’amministratore unico di Arsial Antonio Rosati, i consiglieri regionali Riccardo Valentini ed Enrico Panunzi, i sindaci di Viterbo e dei comuni dei Cimini aderenti al progetto Carbacc. Di assoluta rilevanza la presenza di docenti dell’università degli studi della Tuscia intervenuti su tematiche quali l’allevamento, l’agricoltura sociale e l’enologia.

Preziose alcune collaborazioni con organizzazioni come l’Aucs, Operazione colomba, Movimento terra contadina, la Compagnia del capagno e con tantissime realtà che hanno prestato la loro collaborazione per la riuscita dell’evento, il segno di una rete che si sta consolidando sia nel mondo Slow food sia nella realtà locale. Tra queste InControCucina e Ottobre africano, l’inziativa di cui è madrina Fiorella Mannoia, che ha lanciato il gemellaggio gastronomico tra le terre di santa Rosa da Viterbo e santa Rosa de Lima in Perù con un originale show food con i prodotti coloratissimi del Perù e della Tuscia.

“Siamo soddisfatti – ha dichiarato Angelo Proietti Palombi, fiduciario di Slow food Viterbo – per la riuscita di questa seconda edizione dello Slow food village che ha confermato la bontà di un progetto unico nella sua articolazione e che sta diventando, a livello nazionale, un modello di riferimento a cui si guarda con grande interesse per diffondere la cultura del cibo”.

“In tal senso – continua Proietti Palombi – abbiamo ricevuto una risposta chiara dalla cittadinanza e da numerosi turisti che hanno apprezzato la nostra proposta decidendo di trascorrere, anche più di una serata, in un luogo reso accogliente anche da una struttura progettata architettonicamente prevedendo materiale di riciclo e capace di sintetizzare in un unico luogo il mondo Slow food. Un ringraziamento particolare ai giovani che ci hanno affiancato in questa esperienza, supportandoci con dedizione ed entusiasmo: alcuni di loro sono studenti universitari dei dipartimenti di agraria, altri delle scuole medie superiori. Con loro e con i giovani agricoltori che abbiamo – conclude – vogliamo continuare il percorso avviato già lo scorso anno creando anche a Viterbo la Slow food rete giovani”.

Lo Slow food village è stato reso possibile grazie al patrocinio e il contributo di Slow food Italia, Slow food Lazio, regione Lazio, Arsial, provincia di Viterbo, comune di Viterbo, camera di commercio di Viterbo, università degli studi della Tuscia, Confartigianato e Copagri.

Slow Food Viterbo


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12 luglio, 2015

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