Bolsena – La notte bianca della cultura di Bolsena manifestazione, unica in tutto il centro Italia, è terminata all’una di notte e ha visto migliaia di persone accalcarsi nei numerosi stand allestiti lungo quasi due chilometri di percorso.
Tra i vari stand uno dei più interessanti è stato quello dislocato nei giardini del comune e dedicato all’analisi della “scena del crimine”, ricostruita in modo realistico con l’impiego di due manichini (uomo e donna) e le varie tracce del reato contrassegnate da indici alfa-numerici.
Presenti un gruppo di studenti del corso biennale post-laurea di Balistica forense e analisi della scena del crimine diretto dal professor Martino Farneti.
Il professore con l’aiuto degli studenti ha mostrato come si “congela” una scena del crimine e come si effettua l’attività di ricerca, rilevazione e fissazione delle tracce del delitto.
Lo stand è stato meta indiscussa d’interesse per molti visitatori – in prevalenza giovani – che hanno posto domande per confrontarsi su ciò che si vede nei vari sceneggiati televisivi e ciò che invece si rileva tutti i giorni sui luoghi dove avviene un fatto delittuoso.
Entusiasti sono stati coloro che si sono trattenuti davanti allo stand per risolvere due casi di omicidio in cinque minuti attraverso una serie di indizi.
Non pochi hanno chiesto di ripetere la prova; simpatici i gadget guadagnati dagli improvvisati investigatori, alcuni dei quali hanno sollecitato il professore e il suo staff a ritornare il prossimo anno sulla scena del delitto.
Il professor Farneti riconosciuto dalla comunità scientifica come uno dei più autorevoli esperti di Balistica forense (è anche membro della Forensic Science Society) è ormai viterbese acquisito, essendo docente di detta materia nel corso di laurea in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali – curriculum investigazioni e sicurezza – (Dipartimento Deim) attivato all’Università della Tuscia nell’anno accademico 2013/2014.
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