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Viterbo - Vicenda Ater - E' l'ex direttore Gigli a comunicarlo - Fu lui a prendere il provvedimento

“Confermato il licenziamento di Angela Birindelli”

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Ugo Gigli

Ugo Gigli

Ugo Gigli ed Enrico Valentini

Ugo Gigli ed Enrico Valentini

Enrico Valentini

Enrico Valentini

Viterbo – “Confermato il licenziamento di Angela Birindelli”. Vicenda Ater, arriva la sentenza del giudice del lavoro Ianigro ed è Ugo Gigli, che da direttore dell’ente aveva firmato il provvedimento, il primo a darne notizia.

“Si tratta di una sentenza di quaranta pagine – dice Gigli – denota un grosso impegno.

Confermando il licenziamento, si dà piena legittimità al mio operato e restituisce un minimo di dignità alla mia persona”.

La sentenza è di venerdì. E’ stato Gigli, all’epoca direttore Ater, a licenziare Angela Birindelli, ex assessora regionale e dipendente dell’ente.

Provvdimento motivato dal fatto che lo stesso Gigli aveva riscontrato sue firme ritenute false a documenti in cui si autorizzava l’ingegnera a effettuare lavori in qualità di professionista, ingegnere, al di fuori dell’Ater.

La sentenza è civile, ma riapre tutta la vicenda anche nell’altro procedimento, quello penale. “Questa sentenza – spiega l’avvocato Enrico Valentini – solleva Gigli dalle accuse del pm Petroselli.

Un altro giudice, Ianigro, nell’istruttoria civile ha nominato un perito per valutare se la firma apposta nel documento fosse vera o falsa, ha sentito testimoni.

Viene meno un castello accusatorio verso Gigli”.

Il giudice del lavoro conferma la validità del licenziamento di Birindelli, anche se quest’ultima potrà ricorrere.

Poco conta per il legale dell’ex direttore. La sentenza del giudice civile sarà utilizzata da Gigli nel procedimento penale.

Prima di questa, però, ne è uscita un’altra. Interessa Ugo Gigli e si chiede il reintegro urgente nella funzione di direttore.

“Mi si dà torto – spiega il diretto interessato – pur confermando che l’atto da parte del commissario Bianchi con cui mi si licenzia è illegittimo.

Tuttavia non c’è l’urgenza di ammettermi allo stipendio. Come se si trattasse solo di un fatto meramente economico”.

Sul fronte Birindelli: “Si fa secondo me giustizia – osserva Gigli – le firme dubbie è stato appurato che sono false.

Lo dice il giudice. Non mi compensa, ma ripristina un senso di rispetto della giustizia”.

I dubbi restano. “Non capisco l’accanimento nei miei confronti. Un motivo deve esserci.

Non sono riusciti a giustificare la mia estromissione dall’ufficio. Dicono che glielo ha detto la regione.

Non è vero. Hanno solo mandato un parere in cui si diceva che direttori decadevano con la decadenza del consiglio, ma hanno tolto solo me e Frosinone”.

Ecco perché l’avvocato Valentini ribadisce: “Mi pare che ci siano stati triofalismi eccessi da parte dell’Ater alla notizia della mancata riammissione di Gigli alle sue funzioni. Il giudice ha ribadito che non poteva essere licenziato e non ha ravvisato l’urgenza nel reintegro”.

Siamo solo a un altro capitolo. L’epilogo pare di capire, è ancora lontano.


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20 luglio, 2015

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