Viterbo – Se è vero che il termalismo, come oggi lo conosciamo, nasce con la civiltà romana, allora è nel Lazio e nel suo imponente patrimonio naturale di acque calde e salutari che va collocata la nascita di questo straordinario fenomeno culturale, decisivo nell’evoluzione dei costumi e del pensiero medico-scientifico.
Nella società moderna, ritmata da tempi sempre più serrati e continua necessità di alte prestazioni, è di grande ispirazione l’antica organizzazione termale romana, dove il fine erano la cultura del corpo e della mente, il benessere e la socialità.
Nelle terme attuali, accanto agli imprescindibili settori terapeutici legati alle proprietà specifiche delle singole acque minerali, hanno sempre più rilevanza protocolli e spazi deputati al trattamento dello stress e al recupero delle energie psico-fisiche. Le terme attraggono adulti sempre più giovani, attenti, più che al trattamento di patologie, al mantenimento dello stato di salute e della capacità di performance.
Da questo punto di vista, il moderno curando termale richiede un approccio globalmente accogliente che solo in pochi territori si può compiutamente realizzare.
Dalle necropoli etrusche alle costruzioni romane, dalla bellezza dei borghi medievali agli imponenti castelli, dai gioielli dell’arte romanica al fascino intatto della città papale di Viterbo, dalle costruzioni rinascimentali alle meraviglie naturalistiche, la Tuscia rappresenta un’efficace sintesi del più evoluto turismo termale, dove le qualità ecologica e culturale del territorio sono indispensabili alleate della migliore offerta di salute e relax.
Fin dai tempi più antichi furono sfruttate le proprietà curative delle calde acque solfuree, ricchissime di sali minerali. Ne fanno fede i numerosi resti di ville e terme romane sparse a ovest di Viterbo, lungo una direttrice di ben 11 km.
La fama delle virtù terapeutiche delle acque viterbesi rimase immutata nei secoli, tanto che numerosi pontefici e cardinali ne fecero il luogo prediletto di cura. La sorgente più famosa, per aspetti mitologici, letterari e proprietà terapeutiche, è quella del Bullicame, citata a più riprese dal sommo Dante Alighieri.
Un’altra materia prima con caratteristiche eccezionali è il fango che si estrae dal laghetto del Bagnaccio. Questo laghetto vulcanico, nei pressi delle antiche terme romane “Aquae Passeris”, è colmo di acque termali scaturite da innumerevoli polle sul fondo argilloso; il fango che si deposita sul fondo del laghetto ha subito una lunga maturazione naturale ed è già pronto per l’uso. Per tali motivi, nelle Terme dei Papi si usa sempre fango vergine e mai rigenerato in vasche artificiali di maturazione.
Lo stabilimento “Terme dei Papi” è classificato dal Servizio Sanitario Nazionale in I Classe Super ed è convenzionato per i seguenti cicli di cura:
Fangobalneoterapia: si utilizza fango estratto naturalmente maturo dal laghetto del Bagnaccio. E’ indicata in tutti i reumatismi non in fase acuta.
Antroterapia: si effettua in una grotta naturale satura di caldi vapori solfurei. E’ utilizzata in tutti i reumatismi non in fase acuta, soprattutto nelle forme a componente dismetabolica. E’ efficace anche nelle flogosi croniche delle prime vie aeree.
Cure inalatorie: l’acqua “Bullicame” è indicata sia nella cura delle patologie croniche catarrali delle alte e delle basse vie aeree, sia nella prevenzione, grazie al suo potente stimolo immunitario.
Ciclo per sordità rinogena: trova indicazione, per le stesse ragioni del punto precedente, nelle flogosi ipersecretive recidivanti dell’orecchio medio e, per ragioni meccaniche, nelle patologie disfunzionali della tuba di Eustachio.
Ciclo di cure per vasculopatie periferiche: tramite appositi percorsi vasostimolanti, trova indicazione nelle patologie caratterizzate da insufficienza venoso-linfatica degli arti inferiori e, in generale, nelle turbe funzionali vascolari periferiche.
Ciclo di balneoterapia dermatologica: l’azione di rinnovo degli epiteli di superficie, tipica dell’acqua sulfurea, determina un’efficace azione nelle patologie discheratosiche (psoriasi, eczema atopico), mentre l’azione seboregolatrice ed antisettica ne fanno un utile presidio nella dermatite seborroica e nell’acne. Sempre più rilevante è l’utilizzo delle docce filiformi di acqua sulfurea negli esiti di ustioni, per l’evidente azione levigante unita alle conosciute proprietà antisettiche.
Ciclo di irrigazioni vaginali con bagno: trova indicazione nelle vaginiti croniche aspecifiche con persistente leucorrea.
Accanto ai tradizionali cicli di cura, nelle Terme dei Papi si utilizza l’acqua sulfurea anche in protocolli volti al relax, all’estetica, alla riabilitazione (cosmetologia termale, watsu, massaggi sotto-doccia, idrochinesiterapia, irrigazioni gengivali, ecc.).
Massofisioterapia e trattamenti benessere d’ispirazione orientale completano l’offerta di “salute” alle Terme. A tal proposito, ricordo che l’organizzazione mondiale della sanità ha definito “salute” non l’assenza di malattia, ma “il completo benessere psico-fisico e sociale”. I precetti dell’antica società romana, ancora una volta, mostrano ai posteri tutta la loro attualità.
Roberto Conigliaro
Specialista in Idrologia Medica
Direttore Sanitario delle Terme dei Papi di Viterbo
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