Viterbo – (p.p.) – Una fiaccola benedetta dal papa illuminerà Gloria.
Partirà da piazza san Pietro a Roma la mattina del 3 settembre e arriverà a san Sisto poco prima della benedizione in articulo mortis dei facchini, quando verrà posizionata e accesa su Gloria, la nuova macchina di santa Rosa, ideata da Raffaele Ascenzi.
Si chiamerà Luce di rosa e al motto di “sotto col ciuffo e corri” sarà portata da 18 tedofori, podisti viterbesi, che, se la passeranno lungo un tragitto di 80 km.
L’idea parte proprio da un gruppo di sportivi e non di cui fanno parte Rodolfo Valentino, Bruno Maria Buzzi, Enrico Alfonsini, Pino Tenti, don Emanuele e Luigi Maria Buzzi che, già lo scorso anno, l’avevano proposta al presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. I tempi ristretti non avevano permesso di realizzarla.
Quest’anno si è giocato d’anticipo. Il vescovo Lino Fumagalli, infatti, ha inviato la richiesta in Vaticano.
“L’idea – si legge nella lettera – nasce dal far sentire a tutti gli sportivi del territorio il desiderio di festeggiare la
Santa patrona viterbese conosciuta ormai in tutto il mondo. La fiaccola, che da sempre rappresenta l’unità nei giochi olimpici, raccogliendo popoli e paesi da ogni dove, nel
nostro contesto sta a significare “l’essere tutti d’un sentimento” nel pregare e onorare santa Rosa. Il fuoco, da sempre segno d’amore, rappresenta per noi, l’ardore e il desiderio di fare sempre il bene per la città e per i suoi concittadini, come ha insegnato santa Rosa. Scopo della missiva è quello di vedere benedetta la fiaccola direttamente dal santo padre Papa Francesco prima dell’inizio della staffetta“.
A Viterbo sfilerà per le vie al buio della città e raggiungerà i facchini a san Sisto.
“Il gruppo mi ha presentato l’idea un anno fa. Ne ero entusiasta, ma i tempi non ci hanno permesso di metterla in pratica. Quest’anno ce l’abbiamo fatta e arriveremo fino in fondo. Gli atleti saranno 18, proprio come l’età della piccola santa.
La fiaccola sarà benedetta dal papa, e speriamo che porti anche una sua preghiera, che sarà così trasportata insieme a quelle dei viterbesi.
Stiamo, inoltre, cercando una madrina del trasporto, che deve essere una figura femminile impegnata nel sociale, che metterà materialmente la fiaccola sulla macchina in posizione centrale. Sarà l’ultimo lumino a essere acceso, prima che Gloria sfili per le vie della città”.
A darle forma ci ha pensato Raffaele Ascenzi. “Si chiamerà Luce di Rosa – dice l’architetto – e riprenderà le forme della pergamena tenuta in mano dagli angeli e rivolta al cielo. Un’idea davvero bella a cui contribuisco con grande piacere”.
La formazione è ancora da definire, ma presto saranno rivelati i nomi.
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