Viterbo – Alcuni media hanno confrontato la congiunzione dei pianeti Giove e Venere, spesso identificati come la “Stella di Natale”, come riferito nel Vangelo di Matteo rispetto alle date del 30 giugno 2015 e del 17 giugno 2 a.C.
La congiunzione del 2 a.C. fu quasi 200 volte più stretta rispetto a quella a cui abbiamo assistito in questi giorni di sera.
L’oggetto astronomico luminoso che apparse in Betlemme il 17 giugno del 2 a.C. consisteva in Venere e Giove talmente vicini da vedersi come un unico astro luminosissimo, nella costellazione del Leone. I due pianeti furono separati al massimo da soli 6 secondi d’arco.
Ma alcuni calcoli indicano addirittura che in realtà furono sovrapposti tra loro. Anche se fossero stati 6 secondi d’arco, ci sarebbe voluta la vista più acuta per separare visualmente i due, a causa della loro luminosità.
Vi propongo due foto, della visione al telescopio che abbiamo avuto all’osservatorio astronomico Ciao e quella con i due astri assieme a un falco pescatore nel suo nido.
Parlando con i numeri: il 30 Giugno 2015, la congiunzione era di 0,3 gradi (1080 secondi d’arco) di ampiezza. Il 2 a.C. la congiunzione era solo di 0,002 gradi (6 secondi d’arco) di ampiezza. Quindi in questi giorni il fenomeno è bello a vedersi, ma non proprio come fu la stella di Natale.
Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico Monti Cimini
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