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Viterbo - Soddisfatto Chiarini, portavoce Agrinsieme e presidente Confagricoltura, che agginunge: "Qualcosa si muove contro questa tassa iniqua"

“Imu agricola prorogata al 30 ottobre senza sanzioni e interessi”

di Paola Pierdomenico
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Giuseppe Chiarini

Giuseppe Chiarini 

Viterbo – “Imu agricola prorogata al 30 ottobre senza aggravi”.

E’ di qualche giorno fa l’intervento della commissione Bilancio del Senato che ha approvato un emendamento che sposta al 30 ottobre la possibilità di pagare l’acconto Imu sui terreni senza sanzioni e interessi.

Una seconda chance per gli agricoltori che ne chiedono, però, l’immediata abolizione. Giuseppe Ferdinando Chiarini, portavoce Agrinsieme e presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti, si dice soddisfatto e conferma l’impegno a favore di un settore vitale per la provincia.

“La proroga – dice Giuseppe Ferdinando Chiarini – consente di pagare l’imposta entro il 30 ottobre, senza sanzioni e interessi. Un inizio. Restiamo comunque in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso che noi, come Confagricoltura, abbiamo fatto insieme al gruppo No Imu per poi capire come muoverci.

E’ positivo che si stia facendo qualcosa per contrastare una tassa iniqua e insostenibile per alcuni agricoltori. Non è possibile pagare più di quanto si incassa con un ettaro di terra. Molti parlamentari se ne sono resi conto e hanno deciso di intervenire. Da tutte le parti politiche, Pd compreso. Anche Renzi, ha incluso l’Imu nel suo piano taglia tasse. Mi auguro che mantenga le promesse”.

Da definire il caos prodotto dai criteri per distinguere i terreni esenti e quelli imponibili. “Chi non deve pagare è preoccupato che prima o poi gli toccherà e chi invece deve farlo, non ci riesce. Ci sarebbe, per me, da rivedere la fiscalità agricola, su cui oltretutto è stato aperto un tavolo, per trovare delle soluzioni che non colpiscano nessuno. Anche i sindaci si trovano in difficoltà, perché mancano soldi al bilancio. Il dissenso è unanime e i paesi agricoli come i nostri sono messi in ginocchio”.

L’attenzione resta alta. “Fin dall’inizio, siamo stati contrari all’imposta e abbiamo organizzato una serie di manifestazioni e promuovendo anche incontri con i comitati spontanei, con lo scopo di smuovere l’opinione pubblica. Mi pare che ci stiamo riuscendo. Aspettiamo, ora,  la sentenza del Tar e subito dopo valuteremo il da farsi. Vedremo se indire nuove manifestazioni pacifiche, che sono l’unico strumento che abbiamo a disposizione. Lavoriamo e facciamo il nostro dovere, ma quando ci viene chiesto troppo, è chiaro che dobbiamo farci sentire. Continueremo a essere in prima linea – conclude Chiarini – per difendere i diritti degli agricoltori e gli interessi di questo settore”.

Paola Pierdomenico


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27 luglio, 2015

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