Viterbo – (g.f.) – Oltre le mura, nervi tesi.
Nonostante la crisi in comune sia formalmente conclusa, ultimo passaggio oggi l’elezione del presidente del consiglio, Marco Ciorba, nel gruppo civico capitanato da Maurizio Tofani l’aria resta frizzantina.
La divisione fra Tofani, Ciorba, Simoni da una parte e Insogna e Moltoni dall’altra, resta. Separati in casa.
L’ultima occasione di scontro, ieri mattina in quarta commissione.
Maurizio Tofani solleva il problema del giusto rapporto fra maggioranza e opposizione. Si tratta di numeri. La regola prevede 60 per cento ai primi e 40 per cento agli altri. Tanto in consiglio quanto nelle commissioni.
Solo che il passaggio di consiglieri da una parte all’altra fa venire meno il rapporto. Il problema s’è creato in terza commissione, con Goffredo Taborri ora al gruppo misto.
Ma parte da molto lontano. Dall’accordo fra Viva Viterbo e Michelini al ballottaggio. Accordo politico, non apparentamento.
Come conseguenza, il gruppo di Filippo Rossi ha conservato i due posti in consiglio comunale in quota opposizione. Sottraendoli all’opposizione, quella vera.
Lo fa notare Santucci (Fondazione). Contrapponendosi a Tofani.
“Noi non saremo mai il 40 per cento – spiega Santucci – perché come opposizione siamo due in meno”.
Logica deduzione, non si può reclamare il rispetto delle giuste proporzioni solo quando conviene. In commissione sì in consiglio no.
“Stranamente” Sergio Insogna concorda con il collega d’opposizione e non con il suo capogruppo Tofani.
“Se abbiamo accettato questo giochetto fin dall’inizio – spiega Insogna – credo dobbiamo metterci maggiore serenità e serietà. Così pure in terza saremo in grado di nominare un presidente”.
Sereni, certo. Non Oltre le mura, al massimo oltre le mura.
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