Viterbo – “Il Pd esca dall’ambiguità anche sull’Europa”. Giuseppe Fioroni scrive al Tempo per chiedere, sulla questione uno scatto in avanti.
“Di per sé, l’idea di ripartire dal Manifesto di Ventotene per ribadire la centralità del ruolo dell’Italia in Europa – scrive Fioroni al quotidiano romano – e per riporre l’accento sullo spirito con cui nacquero le comunità antenate dell’attuale Unione europea non può non essere condivisibile.
Tuttavia, l’iniziativa suggerita da Nicola Zingaretti a Renzi, e da quest’ultimo rilanciata, di organizzare una manifestazione sull’isola in cui Altiero Spinelli scrisse (insieme ad altri) il Manifesto, invitando non solo il Pd ma coinvolgendo anche tutto il Partito socialista europeo, rischia di essere culturalmente insufficiente”.
Quindi spiega il perché.
“Il valore dei Federalisti europei alla causa comunitaria è innegabile. Ma altrettanto innegabile è che, tra i padri fondatori dell’Europa unita, con Schumann e Adenauer ci sia stato in maniera eminente anche Alcide De Gasperi.
Allo statista trentino, come ricordato dal presidente del Senato Pietro Grasso in un intervento alla presentazione della ripubblicazione di un saggio di Giuseppe Petrilli sulla politica estera ed europea di De Gasperi in occasione del sessantesimo anno dalla sua scomparsa, vanno riconosciuti meriti indiscutibili”.
Negli anni, per Fioroni: “Si è lasciato che la memoria venisse eccessivamente offuscata. Ricondurre l’europeismo italiano alla sola sinistra e al solo Altiero Spinelli, figura peraltro cardine e di enorme spessore, sarebbe riduttivo e finirebbe col non rendere verità all’humus costituente del Pd. Troppe volte in questi anni si è scelta una linea ambigua”.
Nel suo intervento al Tempo ricorda come sia stato l’unico in direzione Pd a votare contro l’adesione del Pd al Partito socialista europeo: “Proprio perché il Pd è impregnato di tante culture politiche, non solo quella socialdemocratica”.
Ricorda poi come il sessantesimo anniversario della morte di De Gasperi sia passato sotto eccessivo silenzio, mentre il brand dell’Unità e delle feste sono stati celebrati: “Senza alcun accenno ad altre esperienze analoghe, egualmente significative e importanti”.
Giusto che il Pd rappresenti i riformisti di centrosinistra, tuttavia: “Non può prescindere dal riconoscimento di tutte le culture politiche che hanno contribuito in modo determinante alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra, alla realizzazione di una democrazia matura e, in questi ultimi anni, alla nascita, al radicamento e alla crescita della più grande forza di governo italiana ed europea di centrosinistra: il Pd.
E questo obiettivo passa anche per la collocazione europea e per il riconoscimento della pari dignità di cattolicesmo democratico e socialismo.
Per questo nel pantheon del Pd non può esserci solo Ventotene”.
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