Vetralla – Il brigante Tiburzi è passato dal circolo polivalente per il turismo rurale Fattoria delle due rose, riportando il saloon della struttura alle atmosfere del diciannovesimo secolo, grazie alla serata di “Teatro gastronomia” messa in scena da Pietro Benedetti.
Mentre i commensali gustavano affettati e formaggi, immancabili sulla tavola del tempo, la prima irruzione dell’attore, nell’accorata difesa da parte dell’amico Fioravanti, una sorta di arringa disperata condita da particolari e dettagli dei tanti momenti di vita insieme, dalle gesta più famose di Domenichino, così veniva chiamato il brigante di Cellere, fino ai suoi atti di violenza contro chi, secondo lui, perpetrava ingiustizie e, altro verso della medaglia, gli atti di bontà verso i più deboli.
Benedetti ha catalizzato l’attenzione dei presenti, presentando con l’arte della poesia a braccio i racconti della Maremma più belli e affascinanti, mentre Mario sfornava dalla cucina i piatti del tempo, come la pasta in casa fatta con acqua e farina rielaborata con purea di verdure, le Doganelle, in omaggio della terra vetrallese che ospita il circolo.
Il tempo di gustare porchetta e spezzatino e la scena si tinge di patriottismo, con il racconto intimo e a tratti deluso, per una fine diversa da quanto sognato, grazie al garibaldino Pietro Rossi, l’unico viterbese tra i Mille.
Tanti frammenti di storia che non finisce mai di solleticare l’immaginario e di affascinare pubblico di ogni età. “A cena con il brigante”, nato da un’idea di Leandro Peroni, realizzata in collaborazione con il Museo del brigantaggio, ha così portato la leggenda del Robin Hood della Maremma nel territorio di vetrallese di Grotta Porcina, tra applausi e approvazione dei soci del circolo.
Sabato 18 luglio un nuovo appuntamento alla Fattoria delle due rose, con la serata karaoke aperta a tutti.
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