Viterbo – (g.f.) – “Il progetto non raggiunge il livello d’autonoma riconoscibilità rispetto agli obiettivi del bando”. Amen.
Capitale italiana della cultura, il progetto presentato da Viterbo è stato bocciato e a domanda, la commissione ministeriale ha motivato così l’esclusione.
Lo rivela il presidente del comitato che ha redatto il progetto stesso, Claudio Margottini, stamani in quarta commissione, dove è arrivato il dibattito ormai postumo.
Obiettivi non centrati, andando fuori tema? “Una valutazione scarna – osserva Chiara Frontini (Viterbo 2020) – siamo stati liquidati con due righe. Ecco perché è importante capire cosa non ha funzionato”.
Motivazione che l’assessore Antonio Delli Iaconi contesta: “Il progetto può essere piaciuto o meno, ma non si può dire che non abbia una sua riconoscibilità”.
Ci penserà un accesso agli atti al ministero, già richiesto, come anticipa Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo).
Va decisamente più sul politico e individua fra i “colpevoli” della bocciatura il sindaco Michelini, il consigliere Sergio Insogna (Oltre le mura): “E’ stato un progetto condiviso con nessuno.
La colpa è di chi ha deciso da solo. Lo può fare, ma politicamente la responsabilità è sua.
Vogliamo dire che è una piccola sconfitta per la città, per me che sto in maggioranza e per il mio sindaco che ha fatto tutto da solo le scelte”.
Forse occorreva arrivare all’appuntamento più preparati: “Se giocavate di meno in maggioranza – tuona Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle) e programmavate sul serio la cultura, magari eravate preparati.
Avete sbagliato impostazione, anche escludendo le realtà che fanno cultura sul territorio”. Mettendo insieme un progetto, poi respinto, in due settimane.
“In soli quindici giorni – fa notare Gianmaria Santucci (Fondazione) – eppure Filippo Rossi, che io reputo il peggio amministratore, aveva detto per tempo di lavorarci. Ne abbiamo parlato e riparlato, se ci si credeva, potevate partire per tempo.
Purtroppo non avete capacità progettuale, siete capaci solo a litigare per le poltrone e per scegliere presidenti”.
Non ha funzionato per Santucci, anche avere puntato su Viterbo città del dialogo.
“Buttare città dei Papi per quella del dialogo non ha premiato. Viterbo non è la città del dialogo, qui hanno scoperchiato il tetto del conclave, ci sono stati i papi, è stata sede papale. Su questo dovevate puntare, rinnovandolo magari”.
E invece: “Vi ostinate, senza risorse, a creare brand nuovi, ma non avete i soldi e per lanciarli ne servono e tanti”.
Luigi Maria Buzzi (FdI), invece, ha chiesto quante sedute sono state fatte e quanti del comitato hanno partecipato. “Considerato che tanti progetti inseriti erano stati sbandierati da Viva Viterbo durante la campagna elettorale – osserva Buzzi – o comunque in varie occasioni, questa si suona anche come una bocciatura delle idee culturali di Viva Viterbo”.
La riunione è cominciata male. Per il proiettore non c’è la prolunga, trovata la prolunga, la presa non funziona, si tenta con un’altra, ma non c’è l’adattatore. Si rinuncia al proiettore.
Con Margottini a spiegare il lavoro del comitato e i punti del progetto.
Interessante, ma ormai ha poco senso, se non fare tesoro per il futuro, di quello che non ha funzionato.
A meno che la ragione della sconfitta non sia un’altra: “So perché abbiamo perso – conclude Delli Iaconi – colpa di Giulio Marini che non ha accettato l’incarico nel comitato scientifico e siamo rimasti in tredici…”. Giusto. Meglio sdrammatizzare.
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