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Bolsena - Rilanciato da Repubblica l'allarme per lo stato delle acque del bacino

Escrementi, saponi e concimi creano problemi al lago di Bolsena

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Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena 

Bolsena – “Sversamenti e prelievi, sos lago a Bolsena”. Così titola Repubblica un suo articolo che riguarda il lago più grande della Tuscia.

Se da un lato riporta una dichiarazione rassicurante del sindaco di Bolsena Paolo Equitani, Repubblica dall’altro lancia l’allarme facendo parlare Piero Bruni, presidente dell’associazione Lago di Bolsena.

“La tutela ambientale è fra i nostri punti di forza, l’Arpa Lazio conferma che il nostro lago è ballabile. Di recente c’è stato uno sversamento dall’impianto di depurazione, subito tamponato”. Dice a Repubblica rassicurante Equitani.

A lui, sempre risponde Bruni: “La squadra tecnica che ripara i guasti del collettore fognario, anello circumlacuale cui fanno riferimento gli scarichi di molti paesi, fa l’impossibile. Però da Gradoli a Capodimonte il collettore manca e i liquami di abitazioni, camping, ristoranti, finiscono nel bacino.Contro l’Italia si è avviata una procedura d’infrazione Ue: il lago è un sic, da due anni anche zcs-zona di conservazione speciale.

Si attendevano provvedimenti dalla Regione Lazio, che ha partorito solo proposte assurde: sostituire le ancore perché strappano erba dal fondale, migliorare la pesca alla carpa”.

Bruni fa presente a maggio a Bruxelles che “la concentrazione di escrementi, saponi, concimi, crea squilibrio nell’ecosistema. L’eccesso di fosforo-nutrienti (8-10 microgrammi per litro fino a 6 anni fa, arrivati ora a 14.7) moltiplica microalghe generando mancanza di ossigeno e putrefazione dei pesci sul fondale”.

Gravi le conseguenze.

“Danni insanabili quali eutrofizzazione e aumento di arsenico potrebbero poi insorgere se lo stato approvasse un progetto pilota di geotermia a Castel San Giorgio (Terni). L’impianto preleverebbe dal sottosuolo del bacino del Tevere in Umbria fluidi geotermici colmi di arsenico, per poi reimmetterli a pressione, dopo averne sottratto il calore, sotto il fronte laziale dello specchio di Bolsena. Laddove il lago è un’importante riserva di acqua potabile per la provincia di Viterbo proprio per la bassa concentrazione di arsenico”.

Contro la concessione il 19 giugno è stato consegnato al Tar del Lazio il ricorso dei comuni di Acquapendente, Allerona, Bolsena, Castel Giorgio, Montefiascone, Castel Viscardo, Orvieto, e della Provincia di Viterbo.


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30 luglio, 2015

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