Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il “Campo scuola” è uno degli appuntamenti immancabili per uscire in gruppo, una vacanza educativa fatta anche di spensieratezza, gioco e amicizia. E’ un’esperienza estiva straordinaria legata, però, all’ordinario della vita del gruppo.
Come negli anni precedenti, nel mese di agosto, la diocesi di Civita Castellana, organizza un “Campo scuola” per giovani over 16 che desiderano vivere una forte esperienza itinerante di vita comunitaria.
Dopo l’esperienza positiva dell’anno passato, la prima tappa sarà a Scampia per vivere momenti forti dove prevalgono i sentimenti, il grande “cuore di Napoli”, poi sulle le piccole Dolomiti lucane che costituiscono il cuore dell’omonimo parco naturale regionale (che si estende alle foreste di Gallipoli-Cognato) e infine a Matera, dove i sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco nel 1993.
Che cos’è un “Campo Scuola”? Un significato che non può essere facilmente spiegato ma deve essere sperimentato realmente e che dovrebbe far parte del vissuto più bello e indimenticabile. Nella memoria e nella storia personale dei ragazzi che vi partecipano.
E’ un’avventura di vita umana, cristiana e associativa, ricca di valori e di interesse rilevante di fede. E’ anche un tempo per scrutarsi dentro, per fare un po’ di verifica personale e comunitaria, per confrontarsi con gli altri, per una formazione che deve essere sempre aperta, spontanea, solidale, creativa e competente.
E’ un momento di crescita rivolto ai ragazzi che, insieme ai parroci e agli animatori, promuove un’esperienza significativa di vita e di amicizia insieme. Con iniziative, uscite di gruppo, vivacità un po’ bizzarre e spensierate da progettare in accordo con i ragazzi.
Si cerca di inventare momenti e attività a loro misura alla scoperta di una vita spirituale da vivere.
Il vivere quotidiano insieme diviene il vero messaggio, perché si espande dalla loro persona. I linguaggi esteriori sono comunicazione autentica del mondo interiore, gesti visibili e silenzi preziosi spesso parlano più delle parole.
E’ un’occasione favorevole da non perdere, è un modo per mostrare ai ragazzi quanto è bello stare insieme. Non dimentichiamo che educare significa tirare fuori, fare emergere il meglio che c’è in ognuno di noi per donarlo all’altro a essere se stesso, metterlo in condizione di prendere coscienza dei propri doni e delle proprie potenzialità nascoste. A sperimentare l’avventura della fatica del crescere, per riuscire a cogliere, tra i tiri intrecciati della scuola, della società e della famiglia, l’immagine di Dio, nel riconoscersi capolavori e frutto della sua fantasia creatrice, dove ognuno rientra in un progetto d’amore, voluto, desiderato e sognato.
Tutto questo per un’armoniosa crescita spirituale e umana, con l’intento di ascoltare con attenzione i bisogni più profondi lanciati dai giovani d’oggi, per andare oltre lo svuotamento estivo del tempo, che è l’estate. Per colmarlo di significato prezioso e di crescita, proprio in questa società e dentro una cultura della “produzione, consumo e profitto”.
Don Giancarlo Palazzi
Diocesi di Civita Castellana
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