Fabrica di Roma – (s.m.) – Disoccupata, vedova e con un figlio 16enne.
A 48 anni, Anna Maria Grosso si sente come inesistente. Il suo curriculum ha fatto il giro della provincia. “Nessuno mi prende a lavorare – dice -. Mi sento dire da ogni parte che, a cinquant’anni, non c’è lavoro per me”.
Il supermercato di Fabrica di Roma in cui era impiegata come caposettore del reparto frutta e verdura ha chiuso l’anno scorso. A distanza di un anno ha riaperto con un’altra società e altri titolari. E lei si è ritrovata tagliata fuori.
“Non so con quale coraggio sono riusciti a lasciare una vedova con un figlio in mezzo a una strada – dichiara -. Del resto, ognuno fa come vuole e agisce secondo la propria coscienza. Semplicemente, mi hanno detto che non servivo”.
La cornice è sempre la stessa: quella di una crisi che morde al punto da costringere le aziende a tagliare, risparmiare, licenziare. La storia di Anna Maria assomiglia a quella di tanti altri lavoratori disoccupati dall’oggi al domani. Ma la crisi nera, per lei, era già iniziata tanti anni fa, quando suo marito è morto all’improvviso, lasciandola con un figlio di 3 anni. Lui ne aveva 36.
“Non l’ho mai accettato – dice -. Non l’accetto tuttora e sono in cura da anni per cercare di farmene una ragione. Lavoravo in questo supermercato dal 2004. Ora non ho neanche più questo. E a mio figlio, che ogni tanto vorrebbe uscire o comprare delle cose, sono costretta a dire sempre no, perché non ho più nemmeno i soldi per la benzina”. In casa la aiutano come possono. “Mia suocera ha una pensione di 500 euro al mese e, comunque, cerca in ogni modo di darci una mano. Ma così non è vita. Non ho diritto a niente… a una pensione… Niente. Mio marito aveva più di dieci anni di contributi alle spalle. Se non trovo lavoro sarò costretta a vendermi la casa. Dopodiché, davvero non lo so”.
Anna Maria è disposta a fare ogni tipo di lavoro. Chiunque possa offrirgli un impiego e raccogliere il suo appello può rivolgersi a Tusciaweb.
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