Montefiascone – La “Mostra – laboratorio didattico della stampa” apre i battenti.
L’inaugurazione è prevista domani alle 17.30, nell’ex tipografia Silvio Pellico.
Per l’occasione sarà presentato il libro “Storia della tipografia Silvio Pellico” di Mauro e Annita Marroni, che illustra la storia della struttura, dalla fondazione fino a oggi.
Interverranno i relatori Luciano Cimarello, sindaco di Montefiascone, monsignor Fabio Fabene, Romualdo Luzzi, Giancarlo Breccola e Renato Trapè, consigliere delegato alla Cultura. Presenti anche Mauro e Annita Marroni.
Nel 1695 il cardinale Barbarigo, ricostituito il seminario vescovile a Montefiascone, volle dotarlo anche di una tipografia. La typographia Seminarii appunto, che divenne presto famosa come l’istituzione per la quale lavorava.
La tipografia fu dotata fin da subito di caratteri latini, greci, ebraici e siriaci. Stampò libri di testo, atti ufficiali delle diocesi di Montefiascone, Corneto, Acquapendente, Bagnoregio e testi di storia, diritto, musica e teatrali. Conservati oggi nelle biblioteche più importanti d’Italia e del mondo.
Il 25 dicembre del 1892, in omaggio ad uno degli eroi del risorgimento, mutò il suo nome in tipografia Silvio Pellico. Nel 1956 fu salvata dalla chiusura grazie al subentro del tipografo Eliseo Marroni il quale, per la sua apprezzata attività, fu premiato nel 1965 con la medaglia d’oro della camera di Commercio di Viterbo.
Oggi, dopo 320 anni di ininterrotta attività la tipografia offre ancora, ai clienti che lo desiderano, la possibilità di impreziosire i lavori inserendo anche parti stampate con gli antichi caratteri tipografici.
Quei caratteri, in legno e in lega, che fortunatamente non sono andati dispersi e che oggi la tipografia ha messo a disposizione del comune di Montefiascone, insieme ai vecchi locali e alle antiche, ultime macchine tipografiche conservate, per costituire la “Mostra – laboratorio didattico della Stampa”.
Un luogo dove sono stati ricostruiti gli ambienti di un antico laboratorio tipografico, con i reparti di composizione, stampa e legatoria. Dove i visitatori possono vedere e toccare con mano tecniche, strumenti, caratteri e macchine che per oltre cinque secoli sono rimasti sostanzialmente immutati.
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