Viterbo – (r.s.) – “Indossa la divisa da capofacchino e sfila con noi”. Commovente e inaspettata proposta del presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, a Lorenzo Celestini, figlio di Nello (video – fotogallery – slide).
L’invito durante il tradizionale raduno prima del trasporto questa mattina nella chiesa della Pace dove sono stati consegnati ciuffi e spallette.
C’erano tutti i cavalieri di santa Rosa: ciuffi e spallette ma anche leve, cavalletti e corde. Dal più giovane al più anziano, dal più alto al più basso non mancava nessuno. Hanno ricevuto gli strumenti che utilizzeranno per il primo trasporto di Gloria.
A passarli in rassegna il capofacchino Sandro Rossi. Li chiama uno per uno e li guarda con attenzione; ne studia la corporatura e li fa disporre spalla a spalla per controllarne l’altezza.
Un’operazione quasi scientifica; un’analisi importante per disporre la formazione, anche in base alle caratteristiche della strada. Alcuni punti del percorso sono a schiena d’asino, e così i facchini più bassi finiscono al centro e quelli più alti vanno ai lati.
Poi la consegna di ciuffi e spallette, quei supporti in pelle e stoffa che li proteggeranno dal peso della macchina. L’atmosfera è magica e negli occhi dei facchini c’è spazio per tante emozioni diverse.
C’è la frenesia e la fretta di arrivare presto al tre settembre. C’è la tensione e la preoccupazione per lo sforzo che sanno di dover affrontare. C’è la sicurezza di essere uniti nel nome di santa Rosa e l’orgoglio e la fierezza di far parte di una grande famiglia. E Sandro Rossi è il padre.
Li riprende se non prestano attenzione, li incoraggia se legge nei loro volti qualche tentennamento. Gli occhi sono tutti per lui e per Mecarini. Commozione quando il presidente ha ricordato Nello Celestini, scomparso a febbraio.
A lui sarà dedicato il trasporto di quest’anno e per questo la proposta del presidente del Sodalizio al figlio Lorenzo: “Il tre indossa la tua vecchia divisa da capofacchino e sfila con noi”, ha detto Mecarini.
Con Rossi e Mecarini anche don Alfredo, il costruttore Vincenzo Fiorillo e Raffaele Ascenzi. “Grazie per avermi riaccolto – ha detto l’ideatore di Gloria -, siamo una famiglia stupenda”.
Organizzate le giornate fino al tre settembre, il capofacchino Rossi ha spiegato alcune note tecniche per il trasporto. Quest’anno a piazza del Comune un solo giro, dedicato alla città. “Fosse stato per me non mi sarei nemmeno fermato – dice Rossi -, avrei tirato dritto fino a via Roma”.
Sciolte le fila con il tradizionale “Evviva santa Rosa” è iniziata la festa per accogliere i quindici nuovi ragazzi che quest’anno si sono aggiunti alla formazione. I nuovi facchini si sono presentati e, come da tradizione, hanno dovuto intonare l’inno dedicato a santa Rosa.
In coro hanno iniziato a cantare, con i veterani che li deridevano, li stuzzicavano e li provocavano. L’atmosfera magica ha fatto posto a un’aria di allegria e divertimento. Poi dalla chiesa della Pace a porta Romana. Sotto la macchina sono stati controllati posti e posizioni. Questo è il primo trasporto di Gloria, il più delicato, e nulla deve essere lasciato al caso.
Il tre settembre è alle porte ma sembra essere già tutto pronto. Il conto alla rovescia è partito e non resta che aspettare il fatidico “Sollevate e fermi”.
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